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Home » Cultura » Storia » Perché si dice “Andare a Canossa”? L’espressione è legata a un evento storico importante

Perché si dice “Andare a Canossa”? L’espressione è legata a un evento storico importante

Un viaggio nel passato per svelare il significato di questa celebre espressione legata a un atto di umiliazione e sottomissione.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti28 Gennaio 2026
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L'immagine mostra l'umiliazione di Enrico IV davati papa Gregorio VII.
L'immagine mostra l'umiliazione di Enrico IV davati papa Gregorio VII. - Fonte: SoloLibri.net

L’espressione “andare a Canossa” viene spesso utilizzata per indicare un atto di sottomissione umiliante, una richiesta di perdono formulata in ginocchio. Ma da dove nasce questa curiosa espressione? E perché è così profondamente radicata nel nostro linguaggio? Per comprendere il significato di questa espressione è doveroso fare un salto indietro nel tempo, fino al 1077. Protagonisti di questa vicenda sono due figure di grande rilievo: l’imperatore Enrico IV e il papa Gregorio VII. In quel periodo, i rapporti tra Chiesa e Impero erano tesissimi. Al centro della questione c’era la cosiddetta lotta per le investiture.

Un'immagine di Gregorio VII
Un’immagine di Gregorio VII (fonte: Il resto del Carlino)

Enrico IV, infatti, reclamava un controllo sulla Chiesa e sul potere di nominare i vescovi (l’investitura, appunto). Per questo motivo il papa, desideroso di mantenere la sua autonomia, aveva scomunicato l’imperatore, accusandolo di interferire negli affari ecclesiastici. A quel punto, Enrico IV, consapevole della gravità della situazione e temendo di perdere il sostegno dei suoi sudditi, decide di agire.

Per questo si reca a Canossa, il castello in Emilia Romagna, dove Gregorio VII si era rifugiato. In pieno inverno, Enrico IV si presenta alle porte vestito da penitente, e supplica il papa di revocargli la scomunica. Complice la mediazione di Matilde di Canossa, il pontefice concede il perdono al sovrano.

L’immagine di un potente imperatore in ginocchio davanti a un Pontefice è rimasta impressa nella memoria collettiva tanto che l‘episodio di Canossa diventa ben presto un simbolo di umiliazione e sottomissione.

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