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Home » Cultura » Storia » Quali erano i 25 punti del programma del partito Nazista degli albori?

Quali erano i 25 punti del programma del partito Nazista degli albori?

Il documento rappresentò una dichiarazione d'intenti che anticipava la politica espansionistica e genocida del regime nazista.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino24 Febbraio 2025
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Adolf Hitler
Adolf Hitler (fonte: DMAX)

Il 24 febbraio 1920, Adolf Hitler presentò pubblicamente il programma del Partito Nazista (NSDAP) in 25 punti, delineando la visione politica del movimento. Il documento univa nazionalismo estremo, antisemitismo e richieste di riforme economiche e sociali. Sebbene molti dei suoi punti non furono mai applicati, esso rappresentò il fondamento ideologico del regime nazista. Tra le principali richieste figuravano l’esclusione degli ebrei dalla cittadinanza e misure per limitare l’influenza della stampa e dell’economia straniera in Germania. Il Mein Kampf sarebbe arrivato cinque anni dopo.

Il primo punto del programma chiedeva l’unione di tutti i tedeschi in un unico Stato, sfruttando il principio dell’autodeterminazione nazionale. Il secondo richiedeva l’abolizione del Trattato di Versailles, considerato umiliante per la Germania dopo la Prima Guerra Mondiale. Il terzo punto invocava l’espansione territoriale per garantire risorse e spazio vitale alla popolazione tedesca.

Adolf Hitler
Adolf Hitler (fonte: Swiss Info)

Uno degli aspetti più rilevanti era l’esclusione degli ebrei dalla cittadinanza tedesca (punto 4), affermando che solo chi aveva “sangue tedesco” potesse essere considerato cittadino. I non cittadini (inclusi gli ebrei) potevano risiedere in Germania solo come ospiti, senza diritti politici (punto 5). Questo concetto venne poi concretizzato con le Leggi di Norimberga nel 1935.

Il programma includeva anche politiche economiche e sociali per attirare il sostegno delle classi popolari. Per esempio, il punto 7 dichiarava che lo Stato doveva garantire un lavoro e un sostentamento adeguato ai cittadini, mentre il punto 13 proponeva la nazionalizzazione delle grandi industrie. Venivano richieste la redistribuzione degli utili delle industrie pesanti (punto 14) e la creazione di un solido ceto medio, con il supporto alle piccole imprese e ai commercianti (punto 16). Il punto 15 chiedeva un rafforzamento delle pensioni.

L’ideologia nazista enfatizzava l’importanza del lavoro come dovere primario di ogni cittadino (punto 10) e la necessità di abolire i redditi non derivanti dal lavoro (punto 11). Inoltre, il punto 17 sosteneva una riforma agraria che includesse l’espropriazione senza indennizzo delle terre non utilizzate per il bene pubblico, sebbene Hitler successivamente precisò che questo non si applicava alla proprietà privata tedesca, ma piuttosto agli speculatori ebrei.

Il programma promuoveva anche il controllo statale dell’istruzione (punto 20) e il rafforzamento della salute pubblica attraverso il divieto del lavoro minorile e l’obbligo dello sport (punto 21). Il punto 22 chiedeva l’abolizione dell’esercito mercenario a favore di un esercito popolare.

Uno degli aspetti più pericolosi del programma era il controllo dell’informazione. Il punto 23 proponeva leggi contro la diffusione di “menzogne politiche” attraverso la stampa, richiedendo che i giornalisti e gli editori fossero cittadini tedeschi e vietando ai non tedeschi di possedere giornali. Inoltre, il punto 24 garantiva la libertà religiosa purché non mettesse in pericolo lo Stato, enfatizzando un cristianesimo positivo contrapposto al “materialismo ebraico”.

L’ultimo punto (25) invocava un governo centralizzato con poteri assoluti, annullando il federalismo della Germania. Questo prefigurava la dittatura nazista, in cui ogni decisione sarebbe stata accentrata nelle mani di un unico leader. Hitler dichiarò che i membri del Partito erano disposti a sacrificare la propria vita per realizzare il programma.

 

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