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Home » Innovazione » Scienza » Aneurisma cerebrale: la malattia silenziosa che colpisce fino al 10% della popolazione (e che Kim Kardashian ha appena rivelato)

Aneurisma cerebrale: la malattia silenziosa che colpisce fino al 10% della popolazione (e che Kim Kardashian ha appena rivelato)

Kim Kardashian convive con un aneurisma cerebrale: cos'è, quali sono i sintomi, i rischi di rottura, le cause, la diagnosi e i trattamenti disponibili.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene24 Ottobre 2025
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Un aneurisma cerebrale si forma in punti particolarmente fragili delle arterie del cervello
Immagine di un cervello (fonte: Unsplash)
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La star dei reality e imprenditrice Kim Kardashian ha recentemente svelato di convivere con un aneurisma cerebrale, una rivelazione che ha colto di sorpresa milioni di fan in tutto il mondo. La confessione, fatta durante l’anteprima della settima stagione del suo show The Kardashians, ha riportato l’attenzione su una condizione medica più diffusa di quanto si pensi, ma spesso ignorata fino a quando non diventa pericolosa.

Un aneurisma cerebrale è una dilatazione anomala che si forma in un punto di particolare fragilità di un’arteria del cervello. Immaginate un palloncino che si gonfia lungo un vaso sanguigno: la parete arteriosa, indebolita e assottigliata, non riesce più a contenere adeguatamente il flusso di sangue e cede, formando una sporgenza che può avere forme e dimensioni diverse.

La condizione è molto più comune di quanto si creda: si stima che tra il 2 e il 10% della popolazione mondiale abbia almeno un aneurisma cerebrale, spesso senza saperlo. La maggior parte di questi aneurismi rimane infatti asintomatica per tutta la vita, scoperta solo per caso durante esami diagnostici eseguiti per altri motivi. Tuttavia, in rari casi, può rompersi provocando un’emorragia cerebrale potenzialmente letale.

Gli aneurismi cerebrali non sono tutti uguali. Dal punto di vista morfologico, ne esistono tre tipologie principali: l’aneurisma sacculare o a bacca, il più diffuso, che ha una forma rotondeggiante simile a una piccola bacca che sporge dall’arteria; l’aneurisma fusiforme, che coinvolge entrambi i lati del vaso dando un aspetto a fuso; e l’aneurisma micotico, causato da un’infezione che indebolisce le pareti arteriose.

Anche le dimensioni contano, e molto. Un aneurisma di piccole dimensioni, inferiore agli 11 millimetri di diametro, presenta un rischio di rottura molto basso. Quando invece supera i 25 millimetri, viene definito gigante e richiede un monitoraggio attento o un intervento preventivo. Le sedi più frequenti di formazione sono l’arteria cerebrale media, l’arteria comunicante anteriore e l’arteria comunicante posteriore, tutte parte del complesso sistema vascolare che irrora il cervello.

Nella maggior parte dei casi, come probabilmente è per Kim Kardashian, un aneurisma cerebrale non provoca alcun sintomo. Il problema sorge quando l’aneurisma si ingrandisce rapidamente o, nel peggiore dei casi, si rompe. Un aneurisma di grandi dimensioni può comprimere i tessuti nervosi circostanti, causando dolore dietro o sopra gli occhi, pupilla dilatata, intorpidimento, debolezza muscolare, paralisi facciale o alterazioni della vista.

La rottura di un aneurisma cerebrale è invece un’emergenza medica che richiede soccorso immediato. I segnali d’allarme includono un mal di testa improvviso e fortissimo, spesso descritto come il peggiore mai provato, accompagnato da nausea, vomito, visione doppia, rigidità del collo, fotosensibilità, convulsioni o perdita di coscienza. In alcuni casi, piccole perdite di sangue nelle settimane precedenti possono manifestarsi con forti mal di testa “sentinella”, un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Ma cosa causa la formazione di un aneurisma cerebrale? Si tratta di una condizione multifattoriale, in cui entrano in gioco sia elementi ereditari che fattori acquisiti. Tra i primi, la familiarità gioca un ruolo importante: avere parenti che hanno sofferto di aneurismi aumenta significativamente il rischio. Anche alcune malattie genetiche del tessuto connettivo, come la sindrome di Ehlers-Danlos o la sindrome di Marfan, così come la sindrome del rene policistico e le malformazioni arterovenose cerebrali, sono fattori predisponenti. Curiosamente, le donne sono più colpite degli uomini, per ragioni ancora non del tutto chiare.

Gli aneurismi a rischio di rottura richiedono un intervento chirurgico
Gli aneurismi a rischio di rottura richiedono un intervento chirurgico (fonte: Unsplash)

I fattori di rischio acquisiti sono invece legati allo stile di vita e ad altre condizioni mediche. L’ipertensione non controllata è uno dei principali colpevoli, insieme al fumo di sigaretta, all’ipercolesterolemia che porta alla formazione di placche nelle arterie cerebrali, e all’abuso di sostanze stupefacenti come cocaina e anfetamine. Anche traumi cranici, infezioni delle arterie cerebrali e tumori cerebrali possono favorire lo sviluppo di aneurismi.

Come si diagnostica un aneurisma cerebrale? Dato che nella maggior parte dei casi è asintomatico, spesso viene scoperto per caso durante esami di imaging cerebrale come la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata eseguiti per altri motivi. Quando c’è il sospetto di un aneurisma, l’angiografia cerebrale rappresenta l’esame gold standard, permettendo di visualizzare con precisione forma, dimensioni e posizione dell’anomalia vascolare.

Una volta diagnosticato, cosa si fa? La decisione dipende da molteplici fattori: dimensioni dell’aneurisma, sua forma e localizzazione, età del paziente, presenza di altri fattori di rischio. Gli aneurismi piccoli e stabili vengono generalmente monitorati nel tempo con controlli periodici. Quelli di grandi dimensioni o a rischio di rottura richiedono invece un intervento, che può essere di due tipi: chirurgico tradizionale, con il posizionamento di una clip metallica alla base dell’aneurisma per escluderlo dalla circolazione, oppure endovascolare, con l’inserimento di spirali metalliche attraverso un catetere che induce la formazione di un coagulo all’interno della sacca aneurismatica.

Le complicazioni dopo la rottura di un aneurisma possono essere gravi. Circa il 15% delle persone muore prima di raggiungere l’ospedale, e tra chi sopravvive, molti riportano danni neurologici permanenti. Il rischio di un nuovo sanguinamento è particolarmente alto nelle prime settimane dopo il primo evento. Altre complicazioni includono il vasospasmo cerebrale, l’idrocefalo e danni cerebrali permanenti con deficit cognitivi, motori o del linguaggio.

La prognosi dopo un aneurisma cerebrale dipende da molti fattori, ma è importante sapere che con un trattamento tempestivo e appropriato, molte persone conducono una vita normale. Gli aneurismi non rotti e trattati preventivamente hanno generalmente un’ottima prognosi. Anche dopo una rottura, se il trattamento avviene rapidamente, le possibilità di recupero sono significative, anche se possono essere necessari mesi di riabilitazione.

La rivelazione di Kim Kardashian ha il merito di portare l’attenzione su una condizione che, pur essendo relativamente comune, rimane poco conosciuta. È un promemoria dell’importanza di tenere sotto controllo i fattori di rischio modificabili: mantenere la pressione arteriosa nei limiti, smettere di fumare, controllare il colesterolo e seguire uno stile di vita sano possono fare la differenza. E se si hanno fattori di rischio familiari o sintomi sospetti, non esitare a parlarne con il proprio medico: in alcuni casi, la prevenzione può davvero salvare la vita.

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