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Home » Salute » Scienza » Bezos lo ha fatto davvero: New Glenn decolla e il mondo capisce che Marte non è più fantascienza

Bezos lo ha fatto davvero: New Glenn decolla e il mondo capisce che Marte non è più fantascienza

Torna il lancio verso Marte con la missione NASA ESCAPADE. Il razzo New Glenn di Blue Origin atterra in mare e può volare 25 volte: è un'innovazione.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino14 Novembre 2025
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Il razzo New Glenn
Il razzo New Glenn (fonte: YouTube/ Blue Origin)

Il 13 novembre 2025 segna una data storica per l’esplorazione spaziale: dopo più di cinque anni dall’ultima missione diretta verso Marte, il cielo della Florida ha visto decollare il potente razzo New Glenn di Blue Origin, portando con sé la missione NASA ESCAPADE. L’ultimo lancio verso il Pianeta Rosso risaliva al 30 luglio 2020, quando il rover Perseverance e l’elicottero Ingenuity iniziavano il loro viaggio a bordo di un Atlas V della United Launch Alliance.

Questa missione rappresenta molto più di un semplice ritorno su Marte. ESCAPADE, acronimo di Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers, è composta da due sonde orbitali identiche chiamate Blue e Gold, i colori dell’Università della California Berkeley. Si tratta di un primato assoluto: nessuna missione precedente aveva mai inviato due veicoli spaziali destinati a orbitare contemporaneamente attorno a Marte. Anche se in passato ci sono state missioni multi-spacecraft come le Viking 1 e 2 della NASA, che includevano sia orbiter che lander, o i rover gemelli Spirit e Opportunity, ESCAPADE stabilisce un nuovo standard per l’esplorazione orbitale marziana.

Le due sonde gemelle, costruite da Rocket Lab, trasportano ciascuna quattro strumenti scientifici identici. Il loro obiettivo è studiare come l’ambiente magnetico di Marte interagisce con il vento solare, il flusso continuo di particelle cariche provenienti dal Sole. I dati raccolti dovrebbero aiutare gli scienziati a comprendere meglio come il Pianeta Rosso abbia perso la sua spessa atmosfera miliardi di anni fa, un mistero fondamentale per capire l’evoluzione del pianeta e le sue possibilità di ospitare vita.

Bezos che guarda il lancio
Bezos che guarda il lancio (fonte: YouTube/ Blue Origin)

Per Rocket Lab, azienda californiana nota principalmente per il suo razzo Electron, ESCAPADE rappresenta la prima missione interplanetaria. Non si tratta però del primo progetto nello spazio profondo: la compagnia aveva già inviato la missione CAPSTONE della NASA verso la Luna nel giugno 2022. L’ambizione di Rocket Lab non si ferma qui: l’azienda sta lavorando a una missione privata per cercare segni di vita nelle nubi di Venere e punta a collaborare con la NASA per riportare sulla Terra i campioni raccolti da Perseverance su Marte.

Ma la vera innovazione di questa missione sta nella traiettoria scelta. A differenza delle missioni tradizionali che partono durante le finestre di lancio che si aprono ogni 26 mesi quando Terra e Marte si allineano favorevolmente, ESCAPADE sta pioneristicamente seguendo un percorso alternativo. Le due sonde si dirigeranno prima verso il punto di Lagrange 2 del sistema Terra-Sole, una posizione gravitazionalmente stabile situata a circa 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Lì rimarranno per un anno intero a studiare il meteo spaziale, in attesa che si apra la finestra di trasferimento verso Marte alla fine del 2026. A quel punto, utilizzeranno un’assistenza gravitazionale della Terra per accelerare verso il Pianeta Rosso.

Questa traiettoria flessibile potrebbe rivoluzionare l’esplorazione marziana futura. Secondo il team della missione presso lo Space Sciences Laboratory dell’Università della California Berkeley, se gli esseri umani vorranno colonizzare Marte, sarà necessario inviare centinaia o migliaia di navicelle durante ogni allineamento planetario. Poiché la Terra dispone di un numero limitato di rampe di lancio e i ritardi tecnici o meteorologici sono comuni, questa nuova strategia permetterebbe a tutti questi veicoli spaziali di lanciarsi nell’arco di molti mesi, mettendosi in coda prima di partire verso Marte durante l’allineamento planetario.

Il razzo New Glenn, sviluppato da Blue Origin fondata da Jeff Bezos, ha compiuto ieri la sua prima missione operativa. Alto 98 metri e capace di trasportare circa 50 tonnellate in orbita terrestre bassa, New Glenn aveva volato una sola volta prima, in un test di gennaio 2025 che aveva portato in orbita un prototipo della piattaforma spaziale Blue Ring.

L’aspetto più spettacolare della missione è stato l’atterraggio del primo stadio del razzo. Ogni primo stadio di New Glenn è progettato per volare almeno 25 volte, una caratteristica che renderà il razzo più economico ed efficiente. Ma un riutilizzo così estensivo richiede un atterraggio di precisione dopo ogni decollo. Ieri, per la prima volta nella storia di New Glenn, il primo stadio è atterrato con successo su una nave in mare, dimostrando che il sistema di recupero funziona perfettamente.

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