Questione di attimi. Che però possono cambiare tutto. I calcoli precisi dei fisici del National Institute of Standards and Technology (NIST) negli Stati Uniti hanno rivelato che il tempo su Marte passa più velocemente che sulla Terra. Ogni giorno, gli orologi sul pianeta rosso battono in media 477 milionesimi di secondo più rapidamente rispetto ai nostri. Una differenza minuscola, ma cruciale per i futuri viaggi e le comunicazioni spaziali.
Ma come è possibile che il tempo non sia uguale ovunque? La risposta si nasconde nella teoria della relatività generale di Albert Einstein. Questa teoria spiega che la velocità con cui un orologio “batte” dipende da due fattori principali: la velocità e il campo gravitazionale in cui si trova.
Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno dovuto risolvere un problema complicatissimo, tenendo conto di un sistema di quattro elementi cosmici: il Sole, la Terra, la Luna e Marte.
Marte ha una gravità cinque volte più debole rispetto alla Terra. Per le regole della relatività, dove la gravità è minore, gli orologi tendono ad andare più veloci.

Essendo più lontano dal Sole, Marte orbita più lentamente, e questo di per sé farebbe rallentare i suoi orologi. Ma la sua orbita è anche più ellittica (eccentrica) della nostra, il che significa che Marte accelera e rallenta continuamente mentre gira attorno al Sole.
La combinazione di tutti questi elementi – la gravità più debole e la variazione di velocità nell’orbita – fa sì che, in media, un secondo misurato su Marte scorra leggermente più velocemente di un secondo terrestre.
Per un astronauta sulla superficie di Marte, il tempo passerebbe normalmente. Ma per chi è sulla Terra e sta cercando di comunicare o inviare dati, questa discrepanza temporale, seppur piccola, è un problema.
Reti di comunicazione avanzate, come quelle che verranno usate per colonizzare o navigare intorno a Marte, richiedono una precisione estrema. Una differenza di quasi mezzo millisecondo al giorno è sufficiente a creare errori nei sistemi di navigazione e nelle comunicazioni che mirano a funzionare quasi in tempo reale.
Questa ricerca, pubblicata su The Astronomical Journal, è un passo fondamentale verso la preparazione delle future missioni. Studiare come funziona il tempo in altri angoli del Sistema Solare ci permette di capire meglio le leggi di Einstein e di gettare le basi per costruire reti di comunicazione e GPS interplanetarie, trasformando la visione fantascientifica di una futura espansione umana in realtà tecnica.



