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Home » Salute » Scienza » È ovunque e ora non si ferma più: il fungo “mangia-tutto” che minaccia l’uomo e i raccolti

È ovunque e ora non si ferma più: il fungo “mangia-tutto” che minaccia l’uomo e i raccolti

Cos'è il fungo Aspergillus? Scopri perché il cambiamento climatico lo rende letale per l'uomo e l'agricoltura e come difendersi dalla minaccia.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino21 Marzo 2026
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L'aspergillus
L'aspergillus (FreePik)

Un gruppo di muffe appartenenti al genere Aspergillus si sta diffondendo rapidamente a causa del riscaldamento globale, minacciando la salute umana, i raccolti agricoli e l’equilibrio degli ecosistemi. Ricercatori dell’Università di Manchester hanno mappato l’espansione di queste spore, rilevando che entro la fine del secolo il loro habitat in Europa aumenterà drasticamente, mettendo a rischio milioni di persone in più. La capacità di questo fungo di adattarsi a temperature elevate e di resistere ai farmaci comuni lo rende una delle sfide biologiche più complesse del nostro tempo.

provette di campioni in laboratorio
provette di campioni in laboratorio (fonte: Unsplash)

Ogni giorno l’essere umano respira migliaia di spore fungine senza accorgersene. Nella maggior parte dei casi, il sistema immunitario le neutralizza senza difficoltà. Tuttavia, specie come Aspergillus flavus, A. fumigatus e A. niger stanno dimostrando una pericolosità senza precedenti. Questi organismi non si limitano a decomporre la materia organica nel suolo, un compito essenziale per la natura, ma sono in grado di invadere i polmoni umani, devastare le coltivazioni di cereali e colonizzare persino gli scheletri dei coralli.

Uno degli aspetti più inquietanti emersi dalle ricerche riguarda la resistenza ai farmaci. Gli agricoltori utilizzano massicciamente i fungicidi azolici per proteggere grano e arachidi dalle muffe. Parallelamente, i medici utilizzano farmaci quasi identici per curare i pazienti colpiti da infezioni polmonari. Questo sovrapposizione sta spingendo l’evoluzione dell’Aspergillus verso una resistenza genetica simile a quella dei batteri contro gli antibiotici. Di conseguenza, le infezioni resistenti presentano tassi di mortalità superiori al 50%, poiché le alternative terapeutiche sono spesso tossiche per i reni o il fegato.

Le proiezioni climatiche indicano che l’aumento delle temperature e dell’umidità sta rendendo vaste aree del mondo, specialmente in Europa, habitat ideali per questi patogeni. Secondo i modelli matematici in Europa l’area colpita da A. fumigatus potrebbe espandersi del 77,5%, coinvolgendo fino a 9 milioni di residenti in più. In Africa, paradossalmente, alcune regioni potrebbero diventare troppo calde per la sopravvivenza del fungo, suggerendo cambiamenti geografici complessi. Negli Stati Uniti, infine, la contaminazione da micotossine nel mais causa già perdite superiori al miliardo di dollari all’anno.

Il regno dei funghi è ancora in gran parte inesplorato. Si stima esistano tra 1,5 e 3,8 milioni di specie, ma meno del 10% è stato descritto ufficialmente. Questa mancanza di dati rallenta lo sviluppo di vaccini e nuovi trattamenti. Inoltre, le diagnosi per le infezioni fungine sono molto meno avanzate rispetto a quelle per virus o batteri, portando spesso a ritardi fatali nelle cure ospedaliere.

Per evitare che una muffa comune si trasformi in una pandemia silenziosa, gli esperti chiedono un monitoraggio coordinato. Questo include sensori per la qualità dell’aria, campionamenti agricoli costanti e sorveglianza ospedaliera in tempo reale. Ridurre le emissioni di gas serra e adottare politiche più intelligenti sull’uso dei fungicidi sono passi fondamentali per mantenere questi antichi decompositori nel loro ruolo naturale, impedendo loro di diventare una minaccia globale fuori controllo.

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