La comunità scientifica internazionale ha onorato una fisica italiana per il suo straordinario contributo alla ricerca quantistica. Francesca Ferlaino, napoletana, è stata nominata “Scientist of the Year 2025” dall’Associazione austriaca dei giornalisti scientifici e dell’istruzione. Il riconoscimento premia non solo i risultati raggiunti in laboratorio, ma anche la sua capacità di comunicare la scienza a un pubblico più ampio, rendendo accessibili concetti complessi della fisica moderna.
La notizia ha sorpreso molti italiani che quel cognome lo avevano già sentito nel mondo del calcio. Francesca Ferlaino è infatti figlia di Corrado Ferlaino, lo storico presidente del Napoli ancora venerato dall’intera città per aver portato Diego Armando Maradona sotto il Vesuvio. È così che il mondo del pallone e quello della fisica quantistica si sono incrociati nella storia di questa brillante scienziata.
Ferlaino ha studiato fisica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove ha conseguito la laurea magistrale dopo aver frequentato il liceo classico. La scelta di dedicarsi alla fisica è arrivata da bambina, quando visitò una centrale nucleare: scoprire che un atomo potesse generare energia la entusiasmò profondamente. Ha poi ottenuto il dottorato di ricerca nel 2004 presso l’Università di Firenze e il Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare.
Dal 2006 lavora presso l’Università di Innsbruck, in Austria, dove ha fondato un gruppo di ricerca di eccellenza. Nel 2014 ha raggiunto un traguardo storico diventando direttrice scientifica dell’Istituto per l’Ottica Quantistica e l’Informazione Quantistica dell’Accademia Austriaca delle Scienze, prima donna a ricoprire questo ruolo in uno degli istituti più prestigiosi al mondo per la fisica quantistica.
La sua ricerca scientifica si concentra sui fenomeni quantistici osservabili in gas atomici portati a temperature estremamente basse, e in particolare sugli atomi di erbio e disprosio, elementi fortemente magnetici e finora poco studiati. Nel 2020, insieme al suo team, è riuscita a creare in laboratorio i primi stati supersolidi di lunga durata, un tipo particolare di materia in cui coesistono ordine cristallino e superfluidità. Queste ricerche non solo ampliano la comprensione dei comportamenti della materia in condizioni estreme, ma stanno anche gettando le basi per sviluppi futuri in tecnologia quantistica e fisica fondamentale.
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Il percorso non è stato privo di ostacoli. Arrivando dal liceo classico, Ferlaino ha dovuto colmare importanti lacune in matematica durante gli studi universitari. Dal mondo del calcio, però, aveva imparato un mantra fondamentale: non arrendersi mai. Come ha raccontato in un’intervista, con un accento napoletano addolcito da un’inflessione fiorentina: “La palla è tonda, proprio come l’atomo”.
L’impatto pratico delle sue ricerche sulla vita quotidiana è più concreto di quanto si possa immaginare. La fisica quantistica non riguarda solo applicazioni future, ma è già presente in strumenti che usiamo ogni giorno. Come ha spiegato la stessa Ferlaino, i satelliti che permettono la geolocalizzazione precisa degli smartphone utilizzano orologi atomici: è impossibile trovare orologi costruiti dall’uomo che funzionino in modo identico, l’unica possibilità è l’atomo.
Ferlaino è sempre stata convinta che la scienza non sia “uno sforzo solitario, ma un bene comune il cui valore cresce quando la conoscenza viene scambiata e comunicata”. Nel corso dell’Anno Internazionale della Scienza Quantistica, il suo impegno si è concretizzato in conferenze e iniziative divulgative, con l’obiettivo di avvicinare studenti e cittadini alle idee complesse della fisica moderna. Il riconoscimento come scienziata dell’anno sottolinea proprio l’importanza della comunicazione scientifica e il ruolo che essa svolge nel rendere la ricerca significativa per la società.
Heinz Faßmann, presidente dell’Accademia austriaca delle scienze, ha commentato: “Comunicare il lavoro scientifico in modo facilmente comprensibile è fondamentale per rafforzare la fiducia nella scienza. Siamo orgogliosi di avere Ferlaino tra le nostre fila, non solo come scienziata altamente qualificata, ma anche come eccellente comunicatrice profondamente impegnata nel dialogo con il pubblico”.
Oltre alla ricerca scientifica, Ferlaino ha anche promosso iniziative per favorire la diversità all’interno del mondo della fisica. Ha infatti fondato la piattaforma Atom*innen, un network internazionale sviluppato per sostenere le donne nel campo delle scienze quantistiche, in cui la presenza femminile è sotto la media rispetto ad altre discipline scientifiche.
Riguardo alla possibilità di tornare in Italia, Ferlaino mantiene un atteggiamento aperto: “Io sto molto bene qui, l’istituto e il mio gruppo sono fantastici, ma mai dire mai, in futuro chissà”. Ha però sottolineato che anche in Italia esistono centri di eccellenza, come l’istituto di ricerca di Firenze con ricerche e pubblicazioni importantissime. La differenza nella competitività, secondo la scienziata, sta nell’organizzazione dei dottorati di ricerca, che dipende dai ministeri e non dalle università.
La sua visione della scienza è potente e universale: la conoscenza è un bene condiviso, creato collettivamente attraverso le generazioni, e rimane per sempre accessibile a tutti. Come ha spiegato, ogni ricerca pone una prima pietra su cui domani qualcun altro, anche di un’altra disciplina, potrà costruire nuove scoperte e applicazioni infinite.



