Il monitoraggio dello spazio non si ferma mai e, proprio in queste ore, l’attenzione della comunità scientifica è fissa su un ospite inatteso. L’asteroide 2024 YR4, un corpo roccioso con un diametro di circa 60 metri (paragonabile a un piccolo palazzo), è tornato a far discutere. Sebbene i calcoli iniziali abbiano fortunatamente rimosso il rischio di uno scontro con la Terra (a un certo punto non si parlava d’altro), è emerso un nuovo, spettacolare quanto inquietante scenario: una possibile collisione con la Luna il 22 dicembre 2032.
Gli scienziati stimano che la probabilità di un impatto lunare sia attualmente intorno al 4 percento. Potrebbe sembrare una cifra bassa, ma in termini astronomici è sufficiente a mantenere alta l’allerta. Se l’impatto dovesse verificarsi, l’energia sprigionata sarebbe spaventosa: circa 6 milioni di tonnellate di tritolo, ovvero una potenza 400 volte superiore a quella della bomba di Hiroshima.

L’astronomo Patrick King ha confermato che l’evento sarebbe visibile dal nostro pianeta. Secondo le simulazioni, esiste l’86 percento di possibilità che l’asteroide colpisca il lato visibile della Luna. Questo significa che, meteo permettendo, potremmo assistere a un lampo di luce improvviso sul volto del nostro satellite, un evento che sarebbe osservabile non solo dalle Hawaii o dagli Stati Uniti, ma potenzialmente anche da alcune regioni europee, inclusa l’Italia, a seconda dell’esatta angolazione e dell’orario del contatto.
Il vero problema, però, non è solo lo spettacolo visivo. La collisione solleverebbe una nuvola di frammenti lunari che verrebbero scagliati nello spazio circostante. I ricercatori dell’American Geophysical Union avvertono che esiste una probabilità dell’1 percento che questi detriti entrino nell’orbita terrestre, trasformandosi in proiettili pericolosissimi per i nostri satelliti e per le future stazioni spaziali abitate da astronauti.
Deviare un oggetto di queste dimensioni è una sfida complessa. L’ingegnere della NASA Brent Barbee ha spiegato che, sebbene manchino ancora diversi anni, dovremmo iniziare a progettare una missione di difesa entro breve. Le opzioni sul tavolo includono l’invio di un “impattatore” per deviarlo o, in casi estremi, l’uso di cariche nucleari per frantumarlo. Tuttavia, ogni intervento deve essere pianificato con largo anticipo: agire a meno di tre mesi dall’impatto sarebbe inutile.
Un aiuto fondamentale arriverà dal James Webb Space Telescope. Dopo i primi scatti del 2025, il telescopio punterà nuovamente i suoi sensori su 2024 YR4 nel febbraio 2026. Quel momento sarà decisivo: le nuove immagini permetteranno di stabilire con precisione millimetrica se l’asteroide sia destinato a schiantarsi sulla Luna o se passerà oltre, regalandoci solo un brivido passeggero.



