A volte le grandi imprese iniziano con un piccolo passo, ma in questo caso il passo è stato compiuto dentro una capsula spaziale alta quanto un palazzo. Sabato 20 dicembre 2025, i quattro protagonisti della missione Artemis 2 hanno vissuto quello che gli esperti chiamano Countdown Demonstration Test: una simulazione realistica di tutto ciò che accadrà il giorno del lancio vero e proprio. Vestiti con le loro iconiche tute arancioni, gli astronauti sono saliti a bordo della navicella Orion, montata sulla cima del potentissimo razzo Space Launch System (SLS) all’interno del Kennedy Space Center, in Florida.
L’esercitazione non è stata priva di imprevisti. Un ritardo iniziale di circa tre ore, causato da piccoli problemi ai sistemi di comunicazione, ha messo subito alla prova la pazienza e la prontezza del team. Tuttavia, una volta risolti i intoppi tecnici, l’equipaggio ha seguito le procedure di imbarco e il conto alla rovescia fino a fermarsi a soli 29 secondi dal “via”. Il comandante Reid Wiseman si è detto entusiasta sui social, sottolineando che, sebbene non tutto sia andato alla perfezione, proprio questi intoppi servono a rendere il team imbattibile per la sfida reale.
La missione, che dovrebbe decollare intorno al 6 febbraio 2026, non prevede un allunaggio immediato, ma un viaggio di dieci giorni lungo una “traiettoria di ritorno libero”. In pratica, la capsula Orion userà la gravità terrestre e lunare per compiere un ampio giro attorno al nostro satellite e farsi poi “risucchiare” naturalmente verso casa, ammarando nell’Oceano Pacifico. Sarà la prima volta dal 1972 che degli esseri umani si spingeranno così lontano dalla Terra, testando i sistemi di supporto vitale che serviranno, nel 2028, per far posare nuovamente degli scarponi sulla polvere lunare con la missione Artemis 3.
I prossimi passi verso il lancio di febbraio saranno cruciali. Nelle prossime settimane, il razzo gigante verrà spostato sulla storica Rampa 39B, dove verranno effettuati i test di rifornimento con oltre due milioni di litri di carburante criogenico. Se tutto procederà senza ulteriori rinvii (già accumulati nei mesi scorsi per problemi tecnici alla capsula), l’umanità tornerà a guardare la Luna non più solo come un miraggio lontano, ma come la prossima, imminente destinazione.



