Un gruppo di ricercatori dell’Università di Birmingham, in collaborazione con InSphero AG in Svizzera, ha sviluppato una tecnica innovativa che potrebbe rivoluzionare il trattamento delle malattie epatiche gravi. Il metodo prevede di rivestire cellule staminali epatiche con uno strato di zuccheri naturali, permettendo loro di aderire meglio al tessuto del fegato danneggiato e avviare il processo di riparazione, riducendo potenzialmente la necessità di trapianti d’organo.
Le terapie cellulari rappresentano una frontiera promettente nella medicina rigenerativa, e i ricercatori stanno esplorando costantemente nuovi metodi per riparare organi danneggiati dalle malattie. Una direzione particolarmente interessante riguarda l’uso delle cellule progenitrici epatiche, un tipo di cellule staminali capaci di trasformarsi in cellule del fegato. Queste cellule hanno un enorme potenziale per sostituire il tessuto epatico danneggiato, ma presentano un problema critico: non si legano efficacemente al fegato quando vengono introdotte nell’organismo.
La soluzione escogitata dal team di Birmingham è tanto elegante quanto efficace. Gli scienziati hanno aggiunto un rivestimento di zuccheri naturali sulla superficie delle cellule progenitrici epatiche, utilizzando polisaccaridi come l’acido ialuronico e l’alginato. Questo strato zuccherino fa aderire le cellule al tessuto epatico senza modificarne il DNA o interferire con le loro funzioni normali.

Il procedimento ha migliorato significativamente la capacità delle cellule progenitrici epatiche di aderire sia alle cellule del tessuto epatico sia alle cellule dei vasi sanguigni. Durante gli esperimenti condotti in laboratorio, in condizioni che simulavano l’ambiente reale del corpo umano, le cellule rivestite hanno mostrato una capacità di adesione molto superiore rispetto a quelle non trattate. Si sono ancorate saldamente ai microtessuti epatici e alle cellule endoteliali, che rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni.
Un risultato ancora più incoraggiante è che le cellule staminali ricoperte di zucchero non solo aderivano meglio, ma iniziavano anche a estendersi e a organizzarsi in strutture che le aiutano ad ancorarsi e comunicare con il nuovo ambiente. Questi progressi suggeriscono che le cellule hanno maggiori probabilità di insediarsi stabilmente, sopravvivere e iniziare a riparare il tessuto danneggiato.
La tecnica utilizzata dai ricercatori è nota come ingegneria metabolica degli oligosaccaridi. Invece di alterare il DNA delle cellule, questo metodo modifica la composizione chimica della loro superficie esterna, permettendo agli scienziati di incorporare zuccheri benefici come l’acido ialuronico. La modifica superficiale migliora il comportamento delle cellule senza cambiarle permanentemente.
La dottoressa Maria Chiara Arno, autrice principale della ricerca, ha sottolineato l’importanza di questo approccio. I trapianti di fegato rappresentano l’unica speranza per molte gravi malattie epatiche, ma non ci sono abbastanza fegati donati per tutti i pazienti in attesa. Questo nuovo metodo potrebbe offrire un’alternativa migliorando la terapia cellulare e trattando un numero maggiore di persone affette da patologie epatiche.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Communications Biology.



