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Home » Salute » Scienza » James Webb cattura un pianeta a forma di limone che sfida ogni teoria

James Webb cattura un pianeta a forma di limone che sfida ogni teoria

Il telescopio James Webb scova un pianeta assurdo: sembra un limone, piove diamanti e ha un'aria impossibile. Ecco l'enigma che scuote la scienza.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino18 Dicembre 2025
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Pianeta a forma di limone
Pianeta a forma di limone (rielaborazione artistica di Ralf Crawford, crediti NASA, ESA, CSA)

C’è un nuovo “protagonista” nel catalogo dei mondi alieni e sembra uscito da un film di fantascienza: si chiama PSR J2322-2650b ed è l’esopianeta più bizzarro mai osservato. A circa 2000 anni luce da noi, questo gigante gassoso orbita attorno a una pulsar, una stella di neutroni densissima che ruota su se stessa come un faro cosmico impazzito. La vicinanza è tale che la gravità della stella sta letteralmente deformando il pianeta, stirandolo fino a fargli assumere una curiosa forma a limone (o a pallone da rugby).

Ma la vera sfida per gli scienziati non è la forma, bensì ciò che “respira”. Analizzando i dati del telescopio James Webb, i ricercatori si aspettavano di trovare molecole comuni come acqua o metano. Invece, hanno scoperto un’atmosfera dominata da elio e carbonio molecolare. È un fatto mai visto prima: solitamente il carbonio preferisce legarsi ad altri elementi, ma qui è quasi “puro”. Per avere un’aria del genere, ossigeno e azoto devono essere quasi del tutto assenti, un fenomeno che i modelli attuali di formazione planetaria non sanno minimamente spiegare.

lo spazio
lo spazio

Le condizioni su questo “limone spaziale” sono infernali. Un anno intero dura solo 7,8 ore e le temperature superano i 650 gradi Celsius anche nelle zone più fresche. Gli scienziati ipotizzano che l’atmosfera sia piena di nubi di fuliggine che, a causa della pressione estrema, potrebbero far cadere vere e proprie piogge di diamanti verso il nucleo del pianeta. Inoltre, i venti soffiano in direzione opposta rispetto alla rotazione del pianeta, un altro dettaglio unico che rompe le regole conosciute.

Perché questo pianeta esiste? Fa parte di un sistema chiamato “vedova nera”, dove la stella madre “mangia” lentamente il suo compagno. Di solito, questo processo distrugge i pianeti o li riduce a piccoli resti rocciosi, ma PSR J2322-2650b è rimasto un gigante gassoso, seppur con una composizione chimica “impossibile”. Questa scoperta, pubblicata su The Astrophysical Journal Letters, ci ricorda che l’universo ha ancora molta fantasia e che le nostre teorie sulla nascita dei mondi sono tutte da riscrivere.

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