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Home » Salute » Scienza » La Luna non è più un miraggio: la NASA cambia Artemis e prepara missioni annuali

La Luna non è più un miraggio: la NASA cambia Artemis e prepara missioni annuali

La NASA ha annunciato un piano ambizioso per la missione Artemis: più lanci, un nuovo razzo standardizzato e la Luna nel mirino entro il 2028. Tutto quello che c'è da sapere.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino4 Marzo 2026
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Un astronauta nello spazio
Un astronauta nello spazio (FreePik)

C’è una Luna da raggiungere, e stavolta la NASA fa sul serio. Il 27 febbraio scorso, durante una conferenza stampa al Kennedy Space Center in Florida, l’agenzia spaziale americana ha presentato un aggiornamento sostanziale al programma Artemis: più missioni, un razzo riprogettato e un obiettivo preciso sul calendario. L’idea è chiara:  riportare gli astronauti americani sulla superficie lunare e tenerli lì, con regolarità.

La grande novità riguarda la cadenza dei lanci. NASA punta a raggiungere una missione lunare ogni anno, a partire dal 2028. Per farlo, ha deciso di standardizzare la configurazione dell’SLS, lo Space Launch System, il potente razzo progettato appositamente per il programma Artemis, eliminando alcune componenti che avevano accumulato ritardi nello sviluppo, come l’Exploration Upper Stage e il Mobile Launcher 2. Al loro posto, arriverà uno stadio superiore di nuova generazione, più efficiente e pronto prima.

L'equipaggio di Artemis 2
L’equipaggio di Artemis 2 (foto di Josh Valcarcel – flickr.com, Pubblico dominio, Wikimedia Commons)

Le cinque missioni nel dettaglio

Il programma si articola in cinque fasi ben distinte, ciascuna con un ruolo preciso nella scalata verso la Luna.

  • Artemis I è già storia: nel novembre 2022, il razzo SLS e la capsula Orion hanno completato con successo un volo di prova senza equipaggio, testando per la prima volta i sistemi di lancio e le funzionalità della capsula in condizioni reali.
  • Artemis II è la prossima in ordine di tempo. Sarà il primo volo con astronauti a bordo dell’SLS e di Orion. L’equipaggio è già stato selezionato: Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch per la NASA, più Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA). La missione durerà circa dieci giorni e porterà gli astronauti in orbita lunare e poi di ritorno sulla Terra. Il lancio è previsto ad aprile, dopo che tecnici al Kennedy Space Center hanno risolto un problema legato al flusso di elio nello stadio propulsivo criogenico.
  • Artemis III rappresenta invece una novità rispetto ai piani originali. È stata inserita a metà 2027 una missione dimostrativa in orbita terrestre bassa, con l’obiettivo di testare le capacità di rendez-vous e aggancio tra la capsula Orion e i lander commerciali sviluppati da SpaceX e Blue Origin. Un passaggio tecnico fondamentale prima di avventurarsi sulla superficie lunare.
  • Artemis IV punta direttamente alla Luna. Prevista per l’inizio del 2028, sarà la prima missione con allunaggio: l’equipaggio partirà a bordo di Orion, si trasferirà su un lander commerciale in orbita lunare e scenderà al Polo Sud della Luna, una regione che nessun essere umano ha mai calpestato. Il rientro avverrà nell’Oceano Pacifico.
  • Artemis V, attesa verso fine 2028, utilizzerà già la configurazione standardizzata del razzo. Sarà anche la missione in cui si prevede di iniziare la costruzione di una base lunare permanente.

Dietro ogni passo di Artemis si cela un orizzonte ancora più lontano: Marte. La Luna, in questo senso, non è una destinazione finale, ma un laboratorio a portata di mano dove testare tecnologie, addestrare equipaggi e sviluppare le infrastrutture necessarie per le prime missioni umane verso il Pianeta Rosso. Un’esplorazione che, secondo NASA, porterà benefici scientifici ed economici concreti per l’intera umanità.

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