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Home » Innovazione » Scienza » La NASA perde il contatto con Maven: silenzio totale dal satellite che orbita attorno a Marte da 11 anni

La NASA perde il contatto con Maven: silenzio totale dal satellite che orbita attorno a Marte da 11 anni

La NASA ha perso il contatto con Maven, satellite in orbita su Marte dal 2014. Il veicolo spaziale è scomparso il 6 dicembre durante il transito dietro il pianeta rosso.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene11 Dicembre 2025
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Marte
Marte (fonte: ESA)
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La NASA ha perso il contatto con Maven, il satellite che orbita attorno a Marte dal 2014. Il veicolo spaziale ha smesso improvvisamente di comunicare con le stazioni di controllo terrestri lo scorso 6 dicembre, mentre transitava dietro il pianeta rosso durante il normale corso della sua orbita.

Secondo quanto dichiarato dall’agenzia spaziale americana, tutti i sistemi di bordo funzionavano regolarmente prima che Maven sparisse dietro Marte. La telemetria mostrava ogni sottosistema operativo e nessun segnale di allarme. Quando il satellite è riapparso dall’altra parte del pianeta, tuttavia, il Deep Space Network della NASA non ha più rilevato alcun segnale.

Maven, acronimo di Mars Atmosphere and Volatile Evolution, è stato lanciato dalla Terra nel novembre 2013 e ha raggiunto l’orbita marziana nel settembre 2014. La sua missione principale consiste nello studio dell’atmosfera superiore di Marte e della sua ionosfera, analizzando in particolare come interagiscono con il vento solare, quel flusso costante di particelle cariche che si propaga dal Sole attraverso lo spazio.

Come molte missioni della NASA, Maven ha largamente superato la sua durata di progettazione originale, che era di un solo anno. Nel corso di oltre un decennio di attività, il satellite ha fornito dati cruciali che hanno permesso agli scienziati di comprendere come Marte sia passato da un mondo probabilmente umido e caldo al deserto freddo e arido che conosciamo oggi. Le scoperte di Maven hanno suggerito che la perdita atmosferica sia stata la via di fuga principale per l’acqua marziana, sollevata nell’alta atmosfera durante violente tempeste di polvere e poi spazzata via dal vento solare.

Tra i contributi scientifici più significativi della missione figurano la mappatura dei venti marziani, la scoperta della “coda” magnetica invisibile di Marte, l’identificazione del meccanismo di sputtering che accelera la perdita di elementi volatili dall’atmosfera marziana e persino la rivelazione di un nuovo tipo di aurora protonica. Tutte queste scoperte contribuiscono alla comprensione dell’evoluzione planetaria e aiutano a spiegare come due mondi simili come la Terra e Marte possano intraprendere percorsi evolutivi così diversi.

 

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Ma Maven non svolge solo compiti scientifici. Il satellite è equipaggiato con una radio UHF che lo rende parte fondamentale della rete di comunicazione tra i rover di superficie della NASA, Curiosity e Perseverance, e la Terra. Attualmente operano attorno a Marte sette satelliti attivi, e Maven rappresenta uno dei quattro veicoli spaziali che gestiscono le trasmissioni tra il pianeta e il nostro mondo.

Il Trace Gas Orbiter dell’Agenzia Spaziale Europea, arrivato su Marte nel 2016, gestisce la maggior parte di queste trasmissioni, seguito da Maven. Due satelliti NASA ancora più anziani, il Mars Reconnaissance Orbiter lanciato nel 2005 e il Mars Odyssey del 2001, completano il lavoro di collegamento. Anche il Mars Express dell’ESA è disponibile come backup.

I problemi di Maven evidenziano un aspetto critico: anche il membro più recente di questa rete opera nello spazio da quasi un decennio, aumentando il rischio di guasti multipli a cascata. La NASA ha cercato per decenni di sviluppare orbiter di nuova generazione per le comunicazioni marziane, ma la maggior parte di questi progetti non ha avuto seguito. Un progetto chiamato Mars Telecommunications Orbiter, concepito più di vent’anni fa e successivamente cancellato, è stato riattivato quest’anno con uno stanziamento di 700 milioni di dollari, ma anche se si concretizzasse, il lancio è ancora lontano anni.

Non è la prima volta che Maven mette in allarme la NASA. Nel 2022 la missione ha trascorso tre mesi in modalità sicura, una condizione che si verifica quando un veicolo spaziale incontra un problema che non può risolvere autonomamente. Quel guasto potenzialmente fatale era stato causato dalle unità di misura inerziale del satellite, responsabili di mantenerlo orientato correttamente. Il team della missione aveva dovuto caricare un programma completamente nuovo per ripristinarne la stabilità.

Maven è integrato nei piani della NASA per supportare la Mars Sample Return, la già travagliata missione destinata a recuperare i campioni di roccia raccolti dal rover Perseverance. La perdita prolungata di questo satellite critico potrebbe avere ripercussioni significative sulle operazioni in corso sul pianeta rosso.

I team del veicolo spaziale e delle operazioni stanno attualmente indagando sull’anomalia per affrontare la situazione. La NASA ha dichiarato che fornirà ulteriori informazioni non appena saranno disponibili. Mentre gli ingegneri lavorano per ristabilire il contatto, il silenzio di Maven ricorda quanto siano fragili le nostre connessioni con i mondi lontani e quanto dipendano dall’affidabilità di tecnologie che operano in condizioni estreme da oltre un decennio.

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