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Home » Innovazione » Scienza » L’oceano segreto di Encelado è un cocktail chimico che fa sperare gli scienziati

L’oceano segreto di Encelado è un cocktail chimico che fa sperare gli scienziati

Scoperti composti organici complessi nell'oceano di Encelado grazie ai dati della sonda Cassini. La Luna di Saturno potrebbe ospitare la vita?
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino2 Ottobre 2025
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saturno
Saturno (fonte: Pixabay)
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Una nuova analisi dei dati raccolti dalla sonda Cassini durante il suo passaggio ravvicinato alla Luna di Saturno, Encelado, ha rivelato la presenza di composti organici complessi mai identificati prima. La scoperta rafforza l’ipotesi che questo piccolo mondo ghiacciato possa ospitare condizioni favorevoli alla vita, alimentando l’entusiasmo della comunità scientifica internazionale per future missioni di esplorazione.

Encelado è diventato negli ultimi anni uno degli obiettivi più promettenti nella ricerca di vita extraterrestre. Questa luna saturniana emette un enorme pennacchio di grani di ghiaccio e gas attraverso fratture presenti nella regione del polo sud. Il materiale espulso proviene da un oceano salato globale situato sotto la crosta ghiacciata, che entra in contatto con il nucleo roccioso della luna, dove si ritiene si verifichino processi idrotermali.

Durante il sorvolo denominato E5, la sonda Cassini ha attraversato questo pennacchio a una velocità senza precedenti di quasi 18 chilometri al secondo, la più alta mai raggiunta in tutti i passaggi ravvicinati a Encelado. Questa velocità estrema ha permesso analisi chimiche più dettagliate rispetto alle precedenti osservazioni condotte nell’anello E di Saturno, dove i grani di ghiaccio più vecchi si accumulano dopo essere stati espulsi dalla luna.

Lo strumento Cosmic Dust Analyzer della Cassini ha registrato spettri di massa di grani di ghiaccio appena espulsi, rivelando una composizione organica sorprendentemente complessa. I ricercatori hanno confermato la presenza di composti aromatici e molecole contenenti ossigeno, già identificati nei grani più vecchi dell’anello E. Tuttavia, l’alta velocità di impatto ha prodotto frammentazioni molecolari inedite, permettendo l’identificazione di nuove specie chimiche.

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Tra i composti identificati per la prima volta figurano molecole alifatiche, esteri ciclici ed eterociclici, alcheni, eteri, gruppi etilici e, in modo tentativo, composti contenenti azoto e ossigeno. Questa diversità chimica suggerisce processi geochimici attivi nell’oceano sotterraneo di Encelado, potenzialmente legati a sorgenti idrotermali simili a quelle presenti nei fondali oceanici terrestri, dove la vita potrebbe aver avuto origine sul nostro pianeta.

La scoperta assume particolare rilevanza se considerata nel contesto delle precedenti rilevazioni. Fino ad oggi, cinque dei sei elementi fondamentali per la vita come la conosciamo (carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, fosforo e zolfo, noti come CHNOPS) sono stati individuati nel materiale espulso da Encelado. La recente identificazione di fosfati nel pennacchio ha completato quasi interamente questo inventario biochimico essenziale.

I grani di ghiaccio analizzati appartengono a diverse categorie composizionali. Il tipo I è costituito quasi esclusivamente da acqua ghiacciata pura. Il tipo II, oggetto principale di questo studio, è arricchito di composti organici. Il tipo III presenta invece alte concentrazioni di sali. La presenza di questi materiali organici complessi nei grani di tipo II appena espulsi conferma che tali molecole provengono effettivamente dall’interno di Encelado e non sono il risultato di alterazioni dovute all’esposizione nello spazio.

La presenza di una tale diversità di composti organici in un oceano extraterrestre suggerisce che i processi chimici necessari per la sintesi e l’evoluzione di molecole prebiotiche potrebbero essere attivi su Encelado. L’interazione tra l’acqua oceanica e il nucleo roccioso riscaldato, potenzialmente attraverso sorgenti idrotermali, potrebbe fornire l’energia e le condizioni chimiche necessarie per reazioni complesse.

Questi risultati rendono Encelado un obiettivo prioritario per future missioni spaziali dedicate alla ricerca di bio firme e alla comprensione dei processi che potrebbero portare all’origine della vita. La possibilità di campionare direttamente il materiale oceanico attraverso il pennacchio, senza dover perforare chilometri di ghiaccio come sarebbe necessario su Europa, la luna di Giove, rende Encelado particolarmente accessibile per l’esplorazione robotica.

 

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