Un rientro incontrollato che ha tenuto con il fiato sospeso mezza Europa. Il razzo cinese ZQ-3 R/B, con una massa di 11 tonnellate e una lunghezza di circa 12 metri, sta precipitando sulla Terra oggi, 30 gennaio 2026. La finestra temporale stimata per il rientro nell’atmosfera era fissata intorno alle 12:04 ora italiana, con un margine di incertezza che si aggira ancora attorno alle sette ore.
L’oggetto in questione è il secondo stadio del razzo lanciatore Zhuque-3, lanciato il 3 dicembre 2025 dal Centro di lancio satellitare di Jiuquan dall’azienda privata cinese LandSpace. Secondo le analisi degli esperti, questo stadio potrebbe avere ancora agganciato un carico utile fittizio utilizzato per simulare una vera missione spaziale.
Inizialmente alcune zone dell’Italia erano state inserite tra le aree potenzialmente a rischio impatto. In particolare, i territori di Lazio, Toscana e Umbria erano stati inclusi nella fascia di allerta. Tuttavia, gli ultimi calcoli orbitali effettuati dai Centri Operativi di Sorveglianza e Tracciamento Spaziale dell’Unione Europea hanno fortunatamente escluso il nostro Paese dalle zone a rischio.
La traiettoria potenziale del detrito rimane comunque molto ampia. Considerata l’inclinazione dell’orbita, il rientro potrebbe avvenire tra 57 gradi di latitudine nord e 57 gradi di latitudine sud, una fetta del globo che include gran parte degli oceani e delle terre emerse, compresi Stati Uniti ed Europa centro-meridionale. Attualmente, i Paesi considerati maggiormente a rischio sono Regno Unito e Polonia.

L’Agenzia Spaziale Polacca è stata messa in stato di allerta e sta monitorando costantemente la situazione utilizzando dati orbitali e osservazioni ottiche dalla rete di telescopi POLON. L’agenzia ha dichiarato che a causa della massa significativa e della struttura sconosciuta dell’oggetto, potrebbe non bruciare completamente nell’atmosfera terrestre e frammenti potrebbero raggiungere la superficie lungo la traiettoria finale.
Un elemento che preoccupa particolarmente gli esperti è la composizione del razzo. Luciano Anselmo, esperto di dinamica spaziale e associato di ricerca presso l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del CNR, ha spiegato che a differenza di altri lanciatori, questo razzo pare avere il primo stadio composto per lo più di acciaio, un materiale che garantisce una maggiore resistenza alle sollecitazioni durante il rientro. Se anche il secondo stadio fosse fatto in gran parte di acciaio, alcune parti potrebbero sopravvivere all’attrito con l’atmosfera e schiantarsi al suolo.
Il Centro operativo italiano, responsabile del servizio di analisi del rientro dell’Unione Europea, sta lavorando per definire con maggiore precisione il possibile luogo e orario dell’impatto. Gli esperti europei sottolineano che con l’avvicinarsi del rientro le previsioni diventeranno più accurate, ma permangono incertezze dovute alla natura incontrollata dell’oggetto.
Va precisato, però, che i rientri incontrollati non sono innescati solamente dalla Cina. Anche altri Paesi e agenzie spaziali hanno avuto casi simili. Ad esempio, il Telescopio Spaziale Hubble rientrerà in modo incontrollato sulla Terra secondo le previsioni della NASA, che stima l’evento per il 2033. L’ente americano aveva previsto il recupero del telescopio con uno Space Shuttle, ma tale missione è stata chiusa e al momento non è stato annunciato un piano operativo definitivo per il rientro controllato.
Il rischio complessivo per la popolazione rimane comunque basso. I sistemi europei di sorveglianza seguono l’evento in tempo reale e continuano a fornire aggiornamenti costanti sulla traiettoria e sull’orario previsto di impatto, permettendo alle autorità dei Paesi potenzialmente coinvolti di adottare le necessarie misure precauzionali.



