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Home » Innovazione » Scienza » Il dinosauro che mangiava coccodrilli (e non solo): la scoperta shock in Argentina dell’ultimo megaraptor

Il dinosauro che mangiava coccodrilli (e non solo): la scoperta shock in Argentina dell’ultimo megaraptor

Scoperto in Argentina il Joaquinraptor casali, un dinosauro predatore con artigli da giardiniere e... una gamba di coccodrillo tra le fauci.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino24 Settembre 2025
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Joaquinraptor casali Andrew McAfee, Carnegie Museum of Natural History
Joaquinraptor casali (fonte: Andrew McAfee, Carnegie Museum of Natural History)
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Un nuovo re dei dinosauri è stato scoperto in Argentina. Joaquinraptor casali, un predatore di circa 7 metri di lunghezza, era un cacciatore agile e letale, dotato di potenti “artigli simili a cesoie da giardino”. Fin qui, tutto nella norma. Se non fosse per un piccolo particolare: i resti fossili di questa imponente creatura sono stati rinvenuti con un osso della gamba di un antico parente del coccodrillo ancora serrato tra le sue fauci.

Il paleontologo Lucio Ibiricu e i suoi colleghi hanno portato alla luce il fossile ben conservato, che include gran parte del cranio, costole, vertebre e arti anteriori e posteriori, nella Formazione Lago Colhué Huapi nella provincia di Chubut, in Patagonia centrale, Argentina. J. casali era un tipo di dinosauro teropode noto come megaraptor, o “grande ladro”, vissuto nel tardo Cretaceo, tra 70 e 66 milioni di anni fa, prima dell’impatto dell’asteroide Chicxulub che causò l’estinzione di massa dei dinosauri (ad eccezione di alcuni uccelli).

I megaraptor, diffusi in Sud America, Asia e Australia, erano carnivori con crani allungati, braccia potenti e grandi artigli. La scoperta di Joaquinraptor fornisce una migliore comprensione di come questo enigmatico gruppo di dinosauri predatori vivesse ed evolvesse. Essendo l’ultimo megaraptor sopravvissuto, questo fossile offre informazioni sulla fase finale della loro storia evolutiva in Sud America prima dell’estinzione di massa.

Un esemplare di T-rex
Un esemplare di T-Rex (fonte: Unsplash)

La scoperta rivela che i megaraptorani rimasero relativamente grandi fino alla fine del Cretaceo, occupando probabilmente la nicchia di predatore alfa nella regione della Patagonia meridionale. L’ambiente in cui viveva Joaquinraptor era molto diverso dal clima fresco e secco della Patagonia odierna. I sedimenti dello stesso strato del ritrovamento fossile indicano che si trattava probabilmente di una pianura alluvionale calda e umida vicino al mare.

Il primo ritrovamento del fossile risale al 2019, ma ci sono volute tre stagioni di scavi per portarlo completamente alla luce. L’osso della gamba di un parente del coccodrillo trovato tra le fauci di Joaquinraptor fornisce indizi sulla sua dieta e conferma il suo ruolo di predatore alfa nella zona. L’analisi istologica di una tibia e di un osso costale ha permesso di stimare l’età del dinosauro al momento della morte: un individuo sessualmente maturo di almeno 19 anni, con un potenziale di ulteriore crescita.

Le misurazioni delle ossa suggeriscono che Joaquinraptor fosse lungo circa 7 metri e pesasse oltre 1.000 chilogrammi. Joaquinraptor, con le sue braccia e artigli sproporzionatamente grandi, rappresenta un esempio di predatore agile e letale, in contrasto con la forza bruta del Tyrannosaurus rex. Queste differenze indicano strategie di caccia distinte: T. rex, con la sua massa e il morso potente, puntava sulla forza bruta, mentre Joaquinraptor, più agile e snello, attaccava con precisione chirurgica, usando gli artigli per afferrare, lacerare e manipolare le prede.

 

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