Sembra strano ma è vero: negli Stati Uniti alcuni medici stanno letteralmente scrivendo ricette per frutta e verdura. Non si tratta di consigli generici, ma di veri e propri programmi che permettono ai pazienti di ricevere denaro o buoni spesa mensili per comprare prodotti freschi. L’obiettivo? Migliorare la salute di chi soffre di malattie legate alla dieta, soprattutto quando il costo elevato del cibo sano rappresenta un ostacolo.
Funziona così: i medici identificano pazienti che hanno problemi di salute come ipertensione, diabete o malattie cardiache e che faticano ad accedere a cibo nutriente per motivi economici. Una volta iscritti, i pazienti ricevono una carta prepagata o dei buoni spesa da usare nei supermercati o nei mercati agricoli locali per sei mesi. In alcuni casi, come a New York, le verdure vengono consegnate direttamente a casa.

I risultati sono incoraggianti. Chi riceve la “prescrizione” mensile di prodotti freschi vede calare la propria pressione sanguigna di circa 5,4 millimetri di mercurio. Può sembrare poco, ma secondo gli esperti anche una riduzione di 1 o 2 punti può significare, su larga scala, molti meno infarti e ictus nella popolazione.
Non solo: gli adulti che hanno partecipato ai programmi hanno iniziato a mangiare quasi 200 grammi in più di frutta e verdura ogni giorno, mentre i bambini circa 125 grammi. Questo ha portato anche a un miglioramento dei livelli di zucchero nel sangue per chi soffriva di diabete e a una diminuzione dell’indice di massa corporea nelle persone con obesità.
Ma se il cibo fa bene perché non si considera come medicina? Il problema è atavico. Basi pensare che chi studia medicina non segue corsi di alimentazione, che compaiono solo dopo nel caso si scegliesse come specializzazione la nutrizione medica. Il cibo sano, invece, agisce su diversi sistemi del corpo contemporaneamente, portando benefici multipli. Quando si chiede alla gente qual è il maggiore ostacolo a mangiare sano, la risposta non è “non so come cucinarlo” ma semplicemente “costa troppo”. Per questo, programmi del genere possono essere un grande aiuto.
Frutta e verdura, dunque, non sostituiscono completamente le medicine tradizionali (nel caso di patologie acclarate), ma possono affiancarle efficacemente e, in alcuni casi, ridurre la necessità di farmaci.



