L’orbita terrestre bassa, lo spazio appena sopra le nostre teste dove viaggiano migliaia di satelliti, sta diventando un luogo pericolosamente affollato. La scorsa settimana si è verificato un incidente che ha messo in allarme la comunità spaziale: un satellite appena lanciato dall’azienda cinese CAS Space ha rischiato di scontrarsi con un veicolo di Starlink (la mega-costellazione di satelliti di SpaceX, l’azienda di Elon Musk). I due oggetti sono passati a soli 200 metri di distanza.
L’allarme è stato lanciato da Michael Nicolls, un dirigente di Starlink, che ha denunciato la mancanza di cooperazione da parte dell’azienda cinese. Il problema principale è la mancanza di coordinamento: gli operatori, specialmente dopo un lancio, non condividono i dati cruciali sulla traiettoria prevista dei loro satelliti. Se i satelliti non sanno dove andranno gli altri, gli incidenti ravvicinati sono inevitabili.

Starlink è al centro di questa crescente preoccupazione. La sua costellazione conta attualmente oltre 9.300 satelliti attivi, rappresentando la stragrande maggioranza di tutti i veicoli spaziali in orbita. Questa presenza massiccia rende Starlink sia il maggiore utilizzatore dello spazio, sia la potenziale vittima più frequente di collisioni.
I numeri lo confermano: nel 2024, ogni satellite Starlink ha dovuto eseguire manovre per evitare collisioni quasi 300 volte al giorno, il doppio rispetto all’anno precedente. Questa escalation riflette quanto rapidamente si stia saturando l’orbita.
L’affollamento incontrollato riaccende il timore della Sindrome di Kessler. Immagina di lanciare un sasso in una vetrina: i frammenti che ne derivano possono rompere altri vetri, che a loro volta creano altri frammenti, in una reazione a catena senza fine. La Sindrome di Kessler descrive proprio questo: la densità di oggetti in orbita diventa così alta che una collisione potrebbe innescare una reazione a catena incontrollabile di impatti. Questa nube di detriti renderebbe l’orbita terrestre inutilizzabile per decenni.
Il pericolo è destinato ad aumentare. Sia Starlink che altri giganti come Amazon hanno in programma di lanciare migliaia di nuovi satelliti nei prossimi anni.
Gli esperti concordano che l’unica via d’uscita per evitare la catastrofe è migliorare drasticamente la comunicazione e standardizzare le regole tra tutti gli operatori spaziali, che siano agenzie statali o aziende private. Senza una collaborazione efficace a livello mondiale, il prossimo incontro ravvicinato potrebbe non essere un semplice spavento, ma una collisione che potrebbe distruggere l’accesso al cosmo per tutti.



