La tubercolosi ha causato 1,23 milioni di morti nel 2024, segnando un calo del 3 percento rispetto all’anno precedente. Lo ha reso noto l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel suo rapporto annuale pubblicato mercoledì, rivelando anche che i casi complessivi della malattia sono diminuiti di quasi il 2 percento dal 2023.
Si tratta della prima volta dalla pandemia di Covid-19 che sia i casi che i decessi per tubercolosi registrano un declino. Nel 2024, un numero record di 8,3 milioni di persone ha avuto accesso alle cure dopo una nuova diagnosi, mentre i tassi di successo del trattamento sono saliti dal 68 al 71 percento.
Nonostante questi progressi, l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha lanciato un severo monito: i recenti miglioramenti nella lotta alla malattia sono minacciati da una grave carenza di finanziamenti. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che questa situazione potrebbe “invertire i guadagni conquistati con fatica”.
L’anno scorso erano disponibili 5,9 miliardi di dollari per prevenzione, diagnosi e trattamento, una cifra drasticamente inferiore all’obiettivo annuale di 22 miliardi di dollari fissato per il 2027. Il divario finanziario rappresenta una delle sfide più urgenti nella lotta globale contro questa antica malattia.

“I cali nel carico globale di tubercolosi e i progressi nei test, nel trattamento, nella protezione sociale e nella ricerca sono tutte notizie benvenute dopo anni di battute d’arresto, ma il progresso non è vittoria“, ha sottolineato Tedros. “Il fatto che la tubercolosi continui a mietere oltre un milione di vite ogni anno nonostante sia prevenibile e curabile è semplicemente inconcepibile“.
Sebbene i decessi per tubercolosi nel 2024 siano stati inferiori del 29 percento rispetto a quelli registrati nel 2015, l’Oms aveva sperato di ridurre questa cifra del 75 percento entro il 2025 e del 90 percento entro il 2030. Gli obiettivi prefissati appaiono ora lontani dalla realtà.
Tereza Kasaeva, direttrice della divisione Oms per tubercolosi, Hiv e infezioni correlate, ha avvertito che il numero di morti potrebbe persino aumentare nei prossimi anni.
L’organizzazione ha subito un duro colpo finanziario quando gli Stati Uniti si sono ritirati a gennaio, costringendo a un taglio del 21 percento della spesa prevista. La decisione dell’amministrazione del presidente Donald Trump di ridurre drasticamente gli aiuti esteri, in particolare quelli dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale, ha sollevato ulteriori timori sul trattamento globale della tubercolosi.
L’anno scorso, gli aiuti internazionali critici hanno contribuito a prevenire 3,65 milioni di morti per la malattia, secondo i dati dell’Oms. Questi numeri dimostrano l’importanza vitale del sostegno economico globale nella battaglia contro una patologia che, pur essendo completamente curabile con terapie antibiotiche appropriate, continua a rappresentare una delle principali cause di morte nel mondo.
Il Mycobacterium tuberculosis, l’organismo responsabile della tubercolosi, colpisce principalmente i polmoni ma può diffondersi ad altri organi. La malattia si trasmette attraverso l’aria quando una persona infetta tossisce o starnutisce, rendendola particolarmente pericolosa nelle comunità con scarso accesso alle cure sanitarie e in condizioni di sovraffollamento.



