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Home » Salute » Scienza » Trovate microplastiche nello sperma umano e nei follicoli: ora la situazione è preoccupante

Trovate microplastiche nello sperma umano e nei follicoli: ora la situazione è preoccupante

Questi frammenti plastici sono più piccoli di un capello umano e provengono da oggetti di uso quotidiano. Ecco i dettagli.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino6 Luglio 2025
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rappresentazione grafica spermatozoi e cellula uovo
rappresentazione grafica spermatozoi e cellula uovo (fonte: Pexels)

Una scoperta scientifica ha fatto suonare un campanello d’allarme: per la prima volta, i ricercatori hanno trovato frammenti di plastica microscopici nei fluidi riproduttivi umani, sia maschili che femminili. Questi minuscoli pezzi di plastica, chiamati microplastiche, sono stati rilevati nel liquido che circonda gli ovuli femminili e nel liquido seminale maschile. La ricerca, condotta su 43 persone in Spagna, mostra che il problema dell’inquinamento da plastica ha raggiunto i nostri organi riproduttivi. Sebbene gli effetti sulla fertilità non siano ancora chiari, la presenza diffusa di questi frammenti rappresenta una nuova sfida per la salute umana.

Le microplastiche sono frammenti di plastica incredibilmente piccoli, con dimensioni che vanno da 5 millimetri fino a 1 micrometro (un millesimo di millimetro). Per capire quanto siano minuscole, immaginate particelle più sottili di un capello umano. Questi frammenti si formano quando gli oggetti di plastica che usiamo ogni giorno si deteriorano a causa del calore, dell’attrito o dell’esposizione al sole. Ogni volta che scaldiamo un contenitore di plastica, tagliamo su un tagliere di plastica o laviamo vestiti sintetici, rilasciamo nell’ambiente milioni di queste particelle invisibili.

Le microplastiche penetrano nel nostro organismo attraverso tre vie principali: mangiando, bevendo e respirando. Quando consumiamo cibo o bevande che sono stati a contatto con la plastica, specialmente se riscaldati, ingeriamo anche questi frammenti. Respiriamo microplastiche presenti nell’aria, che provengono dall’usura di pneumatici, tessuti sintetici e altri materiali plastici. Una volta nel nostro corpo, queste particelle sono così piccole da attraversare le pareti dell’intestino e i polmoni, entrando direttamente nel flusso sanguigno. Il sangue le trasporta poi in tutto l’organismo, compresi cervello e organi riproduttivi.

cannucce di plastica colorata
cannucce di plastica colorata (fonte: Unsplash)

Il team di ricerca guidato dal dottor Emilio Gómez-Sánchez in Spagna ha esaminato i fluidi riproduttivi di 25 donne e 18 uomini. I risultati sono stati sorprendenti: hanno trovato microplastiche nel 69% dei campioni di liquido follicolare (il fluido che circonda l’ovulo) e nel 55% dei campioni di sperma. I ricercatori hanno identificato ben nove tipi diversi di plastica, tra cui polietilene (usato negli imballaggi), polipropilene (presente in contenitori alimentari), e PTFE (il rivestimento antiaderente delle padelle). La plastica più comune trovata nello sperma era il PTFE, presente nel 56% dei campioni.

Anche se non sappiamo ancora se le microplastiche danneggiano direttamente la fertilità umana, gli studi sugli animali da laboratorio forniscono indizi preoccupanti. I topi esposti a frammenti di plastica hanno mostrato spermatozoi con DNA danneggiato e movimento ridotto. Altri esperimenti hanno dimostrato che le microplastiche possono interferire con la produzione di ormoni riproduttivi. Le cellule riproduttive umane – ovuli e spermatozoi – sono particolarmente delicate e sensibili ai cambiamenti ambientali. Il fatto che queste particelle siano riuscite a raggiungere i fluidi riproduttivi dimostra quanto sia profonda la penetrazione della plastica nel nostro organismo.

Le microplastiche trovate nei fluidi riproduttivi provengono da oggetti di uso quotidiano. Il polietilene deriva da sacchetti di plastica, bottiglie e contenitori per alimenti. Il polipropilene si trova in yogurt, margarina e contenitori per microonde. Il PTFE proviene dalle padelle antiaderenti graffiate. Il PET è presente nelle bottiglie di acqua e bibite. Il poliuretano si trova in schiume, adesivi e componenti per auto. Anche i vestiti sintetici rilasciano microplastiche ogni volta che li laviamo, e queste particelle finiscono nell’aria che respiriamo.

 

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