Per gli appassionati di astronomia e matematica, questa scoperta rappresenta un vero tesoro cosmico. Un gruppo di cittadini astrofili ha individuato una coppia di anelli di segnali radio extragalattici che si intersecano formando un diagramma di Venn quasi perfetto, visibile soltanto attraverso i radiotelescopi. La ricerca, pubblicata il 2 ottobre 2025 sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, identifica questa struttura straordinariamente geometrica come un “odd radio circle” o ORC, letteralmente un cerchio radio anomalo.
Gli ORC sono vasti anelli di plasma magnetizzato che emettono radiazione di sincrotrone non termica, visibili esclusivamente alle lunghezze d’onda radio. Le loro dimensioni sono impressionanti: tipicamente si estendono per centinaia di migliaia di anni luce. Nonostante gli astronomi abbiano documentato solo una manciata di casi da quando questi fenomeni furono scoperti sei anni fa, questa particolare coppia di anelli rappresenta il sistema più distante e più potente mai rilevato finora.
La scoperta è stata effettuata utilizzando il Low Frequency Array, un sensibile radiotelescopio con sede in Europa, da parte di scienziati cittadini che collaborano con il RAD@home Astronomy Collaboratory. Successivamente, scienziati professionisti associati alla collaborazione hanno valutato e confermato la validità dei risultati. Come ha sottolineato Ananda Hota, autore principale dello studio e fondatore del RAD@home Astronomy Collaboratory, “gli ORC sono tra le strutture cosmiche più bizzarre e bellissime che abbiamo mai visto, e potrebbero contenere indizi vitali su come galassie e buchi neri co-evolvono, mano nella mano”.
Ma cosa sono esattamente questi misteriosi cerchi radio? Come suggerisce il nome, gli odd radio circles sono visibili solo ai radiotelescopi che operano a frequenze comparativamente basse. Ad altre frequenze o lunghezze d’onda diventano completamente invisibili, ed è proprio questa caratteristica che ha ritardato la loro scoperta fino ai recenti progressi nell’astronomia radio. Data la loro novità, gli astronomi non hanno ancora individuato una causa esatta per la formazione degli ORC.
Le poche rilevazioni effettuate finora hanno suggerito diverse ipotesi: potrebbero essere onde d’urto generate da fusioni galattiche o da buchi neri, oppure persino i resti di supernove. In ogni caso, gli ORC si manifestano quasi sempre in prossimità di grandi galassie, suggerendo una qualche correlazione tra i due fenomeni. La nuova scoperta solleva un’ulteriore possibilità: questi anelli potrebbero essere il prodotto di “superventi” che comprimono lobi radio dormienti.
I superventi galattici possono emergere da una varietà di eventi extragalattici potenti, il che potrebbe spiegare perché le osservazioni passate di ORC avevano fonti apparentemente contrastanti. A supportare questa ipotesi, i ricercatori hanno trovato altri due potenti segnali radio nelle vicinanze: due galassie giganti in un affollato ammasso galattico che stavano emettendo potenti getti di plasma ed emissioni radio. La loro attività, unita all’ambiente locale, ha probabilmente contribuito a modellare gli anelli.
Un aspetto particolarmente significativo di questa scoperta riguarda il ruolo degli scienziati cittadini. In un’epoca dominata dal machine learning e dall’intelligenza artificiale, il fatto che astrofili non professionisti abbiano individuato queste strutture sottolinea l’importanza continua del riconoscimento di pattern umano.
Questa scoperta rappresenta un passo importante nella comprensione di uno dei fenomeni più enigmatici dell’astronomia moderna. Gli ORC, scoperti solo sei anni fa, continuano a sfidare la nostra comprensione dell’universo, offrendo potenzialmente nuove chiavi di lettura sui processi che governano l’evoluzione delle galassie e dei buchi neri supermassicci al loro centro. Il perfetto diagramma di Venn cosmico potrebbe non essere solo una curiosità geometrica, ma una finestra su dinamiche ancora poco comprese che plasmano le strutture più grandi dell’universo.



