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Home » Innovazione » Tecnologia » Canone Rai 2026, ecco chi non dovrà pagarlo più: la lista completa dei requisiti per l’esenzione

Canone Rai 2026, ecco chi non dovrà pagarlo più: la lista completa dei requisiti per l’esenzione

Coloro che hanno diritto all'esenzione dal pagamento del canone Rai 2026 dovranno presentare l'apposita dichiarazione sostitutiva entro il 31 gennaio.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene8 Gennaio 2026
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Chiunque possieda un televisore è soggetto al pagamento del canone Rai
Chiunque possieda un televisore è soggetto al pagamento del canone Rai (fonte: Unsplash)
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Il canone Rai, tassa introdotta nel 1938 per finanziare i servizi pubblici radiotelevisivi italiani, è una tassa assai discussa e spesso contestata nel nostro Paese, in quanto obbligatoria per chiunque possieda un televisore o un qualunque dispositivo in grado di ricevere trasmissioni radiotelevisive, anche se non si guardano nello specifico i programmi della Rai. A partire dal 2016, inoltre, essa è integrata direttamente nella bolletta elettrica, per ridurne drasticamente l’evasione.

Devono pagare il canone Rai tutti i cittadini che detengono un contratto di fornitura elettrica residenziale per l’abitazione principale. In tal caso l’addebito avviene automaticamente nella bolletta della luce, a prescindere dall’utilizzo effettivo dell’apparecchio. Per le seconde case, che siano o meno provviste di apparecchi televisivi, non è previsto alcun addebito purché l’intestatario della bolletta sia lo stesso della residenza principale.

L’importo per il 2026 rimane invariato rispetto a quello degli anni precedenti, fissato a 90 euro annuali, e viene suddiviso in dieci rate mensili, ciascuna da 9 euro, addebitate da gennaio a ottobre.

Per coloro che non sono titolari di un contratto di fornitura elettrica, come nel caso di abitazioni affittate con utenze a nome del proprietario, il Canone Rai può essere pagato tramite modello F24. Chi detiene apparecchi televisivi in strutture pubbliche o per attività commerciali, come hotel, bar e ristoranti, è soggetto al cosiddetto “canone speciale”, con un importo variabile in base alla categoria dell’esercizio ma generalmente più alto rispetto a quello riservato ai privati.

La richiesta di esenzione dal canone Rai 2026 va inviata all'Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio
La richiesta di esenzione dal canone Rai 2026 va inviata all’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio (fonte: Unsplash)

Sono tuttavia previste dalla legge alcune esenzioni specifiche che coinvolgono determinate categorie di persone. Gli anziani con basso reddito rappresentano una categoria importante: coloro che hanno compiuto 75 anni e che dichiarano un reddito complessivo familiare non superiore a 8.000 euro annui possono richiedere l’esenzione completa.

Chi non ha un televisore in casa o è intenzionato a dismetterlo può presentare una dichiarazione di non detenzione: si tratta di un’autocertificazione che va rinnovata ogni anno, il cui modulo è reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Anche i funzionari appartenenti a rappresentanze diplomatiche e consolari, nonché il personale militare straniero, sono esenti, purché appartengano a Stati che prevedono la reciprocità di trattamento per i cittadini italiani.

Coloro che hanno diritto all’esenzione devono inviare un’apposita dichiarazione sostitutiva. Il modulo è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e può essere trasmesso in diversi modi: online attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS; per posta inviando il modulo compilato, corredato da una copia del documento d’identità, all’indirizzo indicato nelle istruzioni; oppure tramite CAF o intermediari abilitati. Molte persone preferiscono affidarsi a dei professionisti per assicurarsi che la pratica venga gestita correttamente.

La tempistica per la presentazione della domanda di esenzione è fondamentale: per ottenere l’esenzione dall’inizio dell’anno, la dichiarazione deve essere presentata entro il 31 gennaio. Chi invece presenta la richiesta tra febbraio e giugno otterrà l’esenzione dal secondo semestre dell’anno in corso. Le dichiarazioni inviate dopo il 1° luglio avranno effetto solo dall’anno successivo.

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