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Home » Salute » Tecnologia » “Sei morto?”: l’app che avvisa se non dai segni di vita da due giorni è al top in Cina

“Sei morto?”: l’app che avvisa se non dai segni di vita da due giorni è al top in Cina

In Cina spopola l’app che invia un allarme se l'utente non conferma di essere vivo per due giorni. Un successo nato dalla paura della solitudine.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino13 Gennaio 2026
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mani reggono cellulare
mani reggono cellulare (fonte: Unsplash)

Esiste un’applicazione che, con un nome decisamente provocatorio, sta conquistando le vette degli store digitali in Oriente e non solo. Si chiama “Are You Dead?” (nella versione cinese Si-le-ma) e la sua funzione è tanto semplice quanto spiazzante: agire come un guardiano digitale per chi vive in totale isolamento. L’app è già diventata la più scaricata a pagamento in Cina e sta scalando rapidamente le classifiche anche negli Stati Uniti, segno che la solitudine urbana è ormai un’emergenza globale.

Il meccanismo non prevede tecnologie complesse, ma si basa sulla costanza dell’utente. Dietro il pagamento di una cifra simbolica (poco più di un dollaro), chi scarica l’app deve premere ogni giorno un grande pulsante verde con l’icona di un fantasma per confermare la propria presenza. Se per due giorni consecutivi il tasto non viene attivato, al terzo giorno il sistema fa scattare l’allerta, inviando automaticamente un’email a un contatto di emergenza precedentemente impostato.

ragazzo regge cellulare
ragazzo regge cellulare (fonte: Unsplash)

Il nome cinese dell’app è un gioco di parole audace: richiama infatti Ele.me (“Hai fame?”), un colosso del food delivery, sostituendo la fame con il concetto della morte. Nonostante il tono possa sembrare macabro, la realtà che sottintende è profondamente malinconica. In Cina si stima che entro il 2030 le famiglie composte da una sola persona saranno circa 200 milioni. Questo scenario è il risultato di un mix di fattori: l’invecchiamento della popolazione, l’eredità della politica del figlio unico e un’urbanizzazione frenetica che ha sradicato i giovani dalle reti familiari d’origine.

Sviluppata da un team di giovanissimi della Generazione Z, l’app è pensata per studenti fuori sede, lavoratori single e anziani che temono di non poter chiedere aiuto in caso di malore improvviso. Anche negli Stati Uniti la tendenza è simile: se negli anni ’40 solo il 7% delle case era abitato da single, oggi siamo vicini al 30%. Il successo di questo strumento dimostra come la tecnologia stia cercando di colmare i vuoti lasciati dalle relazioni umane, trasformando uno smartphone in un ultimo, silenzioso legame con il mondo esterno per chi ha paura di scomparire nell’indifferenza.

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