Si chiama cosmeticorexia e sta allarmando psicologi e dermatologi in tutto il mondo. Questo neologismo, introdotto inizialmente come dermorexia nel 2024 dalla beauty editor Jessica De Fino nella sua newsletter The Review of Beauty, descrive un atteggiamento disordinato e patologico nell’uso dei prodotti cosmetici.
Ora, lo psicologo Alberto Stefana e il dermatologo Giovanni Damiani, professore associato presso l’Università degli Studi di Milano, hanno pubblicato una ricerca intitolata Cosmeticorexia: What It Is, Where It Comes from, and Why It Matters. Lo studio afferma che questo fenomeno può rappresentare un disturbo mentale clinicamente rilevante.
Il disturbo non riguarda più soltanto i pre-adolescenti della generazione alpha che attingono alle creme antiage delle mamme, ma rappresenta un approccio alla bellezza poco sano che attraversa tutte le fasce d’età. La cosmeticorexia induce a un uso compulsivo e inadeguato all’età di prodotti e procedure cosmetiche. Se inizialmente i dermatologi avevano messo in guardia sui danni cutanei, ora la preoccupazione principale riguarda la distorsione del concetto di bellezza e la pressione mentale che ne consegue.
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Sui social network, bambini e ragazzi vengono bombardati da immagini di perfezione, portandoli a considerare ogni minimo cambiamento della pelle come un difetto da eliminare a tutti i costi. Secondo lo studio di Stefana e Damiani, l’esposizione e l’utilizzo di cosmetici in età sempre più giovani solleva preoccupazioni non solo riguardo a dermatiti da contatto irritative e allergiche o alterazioni della barriera cutanea, ma soprattutto per il rafforzamento di comportamenti disadattivi di monitoraggio dell’aspetto e di cura compulsiva.
Sebbene la cosmeticorexia non sia ancora riconosciuta come diagnosi formale negli attuali sistemi di classificazione, potrebbe rappresentare un disturbo mentale che merita di essere monitorato a livello clinico, valutato in modo standardizzato e seguito epidemiologicamente.
Come tutte le patologie comportamentali, anche la cosmeticorexia ha un mezzo di contagio privilegiato: i social network, dove le categorie più vulnerabili vengono prese di mira. Questo fenomeno ha dato vita ai cosiddetti baby influencer della skincare. Nonostante la loro pelle sia ancora fresca e giovane, questi bambini applicano qualsiasi prodotto a cui riescano ad accedere.
Casi come quello di Ellie-May, giovane influencer britannica popolare su TikTok per i suoi video Get Ready With Me, sono sempre più numerosi. La BBC ha raccontato la sua storia: ha aperto il suo canale a 8 anni e adesso, a 13 anni, attraverso il profilo gestito insieme alla famiglia, ha superato i 340.000 follower e guadagna con la madre Sophie fino a 50 mila sterline all’anno.
