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Home » Lifestyle » “Faccio Pilates”: la frase innocente che (forse) nasconde un messaggio nel dating

“Faccio Pilates”: la frase innocente che (forse) nasconde un messaggio nel dating

Il fenomeno della "moglie da Pilates" divide i social: quando l'allenamento diventa simbolo di aspettative sul corpo femminile e preferenze romantiche maschili.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene26 Aprile 2026
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Donna che fa pilates
Donna che fa pilates (fonte: Unsplash)

Il Pilates sta vivendo un momento di straordinaria popolarità, ma la conversazione attorno a questa disciplina ha preso una piega inaspettata. Non sono più solo le donne che riempiono le classi di Reformer a parlarne: sempre più spesso, sono gli uomini a farlo, trasformando un semplice allenamento in un argomento che tocca preferenze romantiche, politiche di genere e retorica misogina online.

Creato da Joseph Pilates nel 1926, questo metodo di allenamento ha attraversato diverse ondate di popolarità. Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila era sinonimo di donna ambiziosa di una grande città, un punto fermo per personaggi come Samantha Jones di Sex and the City. Oggi è tornato prepotentemente, ma il dibattito si è spostato ben oltre il benessere fisico.

Negli ultimi mesi, la questione è esplosa anche nei reality show. Un momento virale della decima stagione di Love Is Blind ha mostrato un concorrente che lasciava la sua fidanzata a causa di una scarsa attrazione fisica verso di lei. “In un mondo normale”, le ha detto, uscirebbe con “qualcuna che fa Pilates ogni giorno”. La donna di fronte a lui, un medico specializzato in malattie infettive, è rimasta in silenzio, ma internet si è scatenato con articoli di riflessione e commenti come “Gli uomini si meritano la solitudine”.

Poco dopo, nel podcast Call Her Daddy, Jessi Draper di The Secret Lives of Mormon Wives ha raccontato che suo marito aveva insistito perché facesse Pilates ogni giorno prima della loro separazione. A molti spettatori questi episodi, più che delle preferenze legate al fitness, sono sembrati un linguaggio in codice che nasconde aspettative precise sui corpi femminili.

Sui social media, in particolare su TikTok, queste aspettative diventano ancora più esplicite. Alcuni creator maschi hanno iniziato a promuovere l’idea della “moglie da Pilates”, presentando le donne che frequentano queste classi come intrinsecamente più sane, disciplinate o desiderabili. “Se la tua ragazza va a Pilates, sposala immediatamente”, ha detto un TikToker di nome Christian Bonnier in un video che ha superato i 2,5 milioni di visualizzazioni.

La logica dietro questi contenuti è spesso vaga ma coerente: il Pilates segnalerebbe un certo tipo di femminilità, allineata con l’essere magre, curate e delicate. Non è difficile interpretare tutto questo come parte di una narrazione più ampia legata alla manosfera, dove determinate scelte di vita diventano indicatrici di  determinati valori. In questa cornice, il Pilates non è solo un allenamento: la “Pilates princess”, vestita con completi coordinati e diretta a lezione prima di prendere un matcha con le amiche, diventa un archetipo e, per alcuni, un ideale.

Una donna fa Pilates Reformer
Una donna fa Pilates Reformer (fonte: Unsplash)

Mikala Jamison, giornalista specializzata in salute e cultura e autrice della newsletter Body Type, studia il fenomeno Pilates da anni. Ha analizzato le sue fluttuazioni di popolarità nel tempo e come sia diventato sinonimo di “donna attraente” nei media. Tuttavia, pur riconoscendo il dibattito in corso, non è convinta che il Pilates sia politico come molti sostengono.

“Ci sono persone che ultimamente sostengono nel mio feed che ci sia un’acquisizione del Pilates da parte della destra, o che il Pilates abbia necessariamente a che fare con il fenomeno delle tradwives“, spiega Jamison. “Ma le persone fanno attività fisica diversa per ragioni diverse, e penso che il Pilates sia semplicemente molto visibile”.

Il suo argomento sposta la prospettiva dall’ideologia all’esposizione mediatica. La cultura del Pilates è ovunque in questo momento, non solo negli spazi dedicati al fitness ma in tutto il panorama dei contenuti lifestyle. Scorrendo i social media si vedono continuamente giovani donne documentare le loro routine, i loro outfit, i rituali post-allenamento. Per molti uomini, specialmente quelli che hanno meno confidenza con le sfumature del fitness femminile, il Pilates diventa il punto di riferimento principale.

“Vedono molte donne giovani, carine, spesso magre, spesso bianche che postano contenuti sul Pilates, e penso che stiano semplicemente facendo un’associazione mentale tra le due cose”, afferma Jamison. “Se voglio una moglie attraente, questo è il tipo di cosa che fai per essere quel tipo di donna”.

In realtà, non è che il Pilates rappresenti in modo unico quella certa tipologia di donna, ma è l’esempio più visibile. E questa dinamica non è nuova. Il fitness femminile è stato a lungo ridotto a singole tendenze che fungono da scorciatoia culturale. Nei decenni passati erano le lezioni di aerobica o il jogging. Oggi è il Pilates, con le sue macchine Reformer, i movimenti controllati e i completi coordinati che le partecipanti indossano.

Rispetto ad attività come il sollevamento pesi intenso, che Jamison definisce “un po’ aggressivo e poco elegante”, il Pilates offre una versione dell’esercizio fisico che appare curata, accessibile e socialmente condivisibile. Una visibilità che, amplificata dagli algoritmi dei social media, ha trasformato una disciplina centenaria in un simbolo contemporaneo carico di significati che vanno ben oltre la sala di allenamento.

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