Usiamo le padelle tutti i giorni, ma quanti di noi si sono mai chiesti a cosa serva davvero quel buchino sul manico? La risposta più ovvia è: per appenderla. Ma no, c’è molto di più. Stai preparando una bella pasta al pomodoro. Mescoli con il cucchiaio di legno, che si riempie di salsa bollente. Dove lo metti mentre la pasta cuoce? Sul piano di lavoro? Male, perché sporcheresti tutto. Su un piatto? Sì, ma poi devi lavare anche quello.
Ecco la soluzione geniale: infila il manico del cucchiaio nel buchetto della padella. Il cucchiaio rimane sospeso sopra la pentola, non gocciola da nessuna parte, non sporca niente e lo hai sempre a portata di mano. Semplice, no?
Questo è l’uso principale del foro, quello per cui è stato davvero progettato. Certo, puoi comunque appendere la padella se vuoi, ma la sua vera missione è tenere ordinata la tua zona cottura mentre prepari da mangiare. Va detto che alcune padelle hanno il buco troppo piccolo per far passare il manico di un cucchiaio. In altri casi è solo decorativo. Ma nella maggior parte delle padelle moderne questo trucchetto funziona alla perfezione, e chi lo scopre non torna più indietro.

Le padelle esistono da millenni. Gli antichi greci e romani le usavano già per friggere carne e pesce nell’olio d’oliva, anche se le loro erano di bronzo o ferro. Nel Medioevo chi aveva soldi usava padelle di rame, mentre le famiglie normali si arrangiavano con il ferro battuto.
La grande svolta? Il teflon nel 1938, che ha introdotto i rivestimenti antiaderenti e ha rivoluzionato il modo di cucinare. Da quel momento preparare i piatti e pulire è diventato molto più facile.
Visto che siamo in tema, ecco qualche consiglio utile sulle padelle. Quando compri una padella nuova, ricorda che quelle più pesanti distribuiscono meglio il calore. Se hai un piano a induzione, controlla che abbia il fondo magnetico, altrimenti non funzionerà. E soprattutto: mai usare pagliette metalliche sul rivestimento antiaderente, lo rovineresti per sempre.



