Il 29 gennaio 2025, quasi un anno fa, il Tribunale di Roma ha chiuso il fallimento di Atelier Realm, l’azienda che produceva le borse di lusso VBH fondate da Vernon Bruce Hoeksema, compagno di Valentino Garavani. Dopo sei anni di procedura, i creditori hanno ricevuto quanto spettava loro: cosa significa questo epilogo per l’eredità dello stilista scomparso il 19 gennaio all’età di 93 anni?
Vernon Bruce Hoeksema, 68 anni, designer americano che ha condiviso la vita con Valentino per decenni, aveva creato un marchio che prometteva molto. Le sue borse in pitone, coccodrillo e pellami pregiati, alcune vendute ancora oggi a 14mila euro, sono finite sulle braccia di Michelle Obama, Jennifer Lopez e Sarah Jessica Parker. Prodotte in un laboratorio a Pontassieve vicino Firenze, le VBH sembravano destinate al successo.
Invece i conti non hanno retto. Nonostante la clientela d’élite e lo showroom romano tappezzato di foto delle star, Atelier Realm è fallita nel 2019 lasciando un buco milionario. La società, che impiegava una decina di persone, ha accumulato perdite su perdite, aggravate anche dal collasso di un’altra impresa di Hoeksema nel settore gioielli.
Qui la storia si intreccia con quella dell’eredità Garavani. Per chiudere i conti con il curatore fallimentare, Hoeksema ha versato circa 550mila euro attraverso un accordo transattivo. Essendo uno degli eredi designati di Valentino, è plausibile, ma ovviamente non certo, che in quella somma ci sia già un anticipo della quota ereditaria che gli spetta. Se così fosse, significherebbe che parte del patrimonio dello stilista è già stata utilizzata per sanare i debiti lasciati dall’avventura imprenditoriale del compagno. Un dettaglio non secondario quando si parla di dividere un’eredità che include ville storiche in tre paesi, uno yacht da 12,4 milioni di euro e investimenti custoditi presso banche come Coutts & Company, l’istituto che serviva la regina Elisabetta.

Oltre a Hoeksema, almeno altri quattro soggetti sono in corsa per la successione. C’è Giancarlo Giammetti, 83 anni, ex compagno e socio storico che ha costruito con Valentino l’impero della maison. Poi Piero Villani, nipote dello stilista e ingranaggio chiave della complessa architettura finanziaria della famiglia, con società sparse tra Olanda e isole del Canale. Non mancano Sean ed Anthony Souza, i figli del brasiliano Carlos Souza e probabilmente la Fondazione Valentino-Giammetti.
Il patrimonio è sterminato: la villa romana da oltre 30 stanze (dichiarata a bilancio per una frazione del valore reale), il castello di Wideville in Francia acquistato nel 1995 per 12 milioni di euro e oggi valutato molto di più, lo chalet a Gstaad, case a Londra e New York con collezioni d’arte che includono Picasso. Tutto questo dovrà essere diviso secondo le volontà lasciate nel testamento.
La procedura di successione è complicata anche dalla residenza dello stilista, che si è spostata da Londra alla Svizzera fino a un possibile ritorno in Italia negli ultimi anni. Questo elemento tecnico può cambiare le regole fiscali e legali da applicare. Il testamento dovrebbe chiarire tutto, ma per ora le cifre esatte restano un mistero ben custodito nelle cassaforti delle banche europee.



