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Home » Lifestyle » Mangiano alghe, camminano tanto… e vivono 100 anni: il segreto (svelato) dei giapponesi che sono super longevi

Mangiano alghe, camminano tanto… e vivono 100 anni: il segreto (svelato) dei giapponesi che sono super longevi

Il Giappone è considerato il paese con la popolazione più longeva al mondo, ma a cosa è dovuto questo primato?
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene19 Luglio 2025
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Il supercentenario giapponese Jirōemon Kimura, l'uomo più longevo di tutti i tempi, morì nel 2013 all'età di 116 anni e 54 giorni
Il supercentenario giapponese Jirōemon Kimura, l'uomo più longevo di tutti i tempi, morì nel 2013 all'età di 116 anni e 54 giorni (fonte: Youtube)

Se nel resto del mondo una lunga aspettativa di vita è una conquista, il Giappone si distingue già per longevità, con un’età media che sfiora gli 85 anni e un numero record di centenari: da Okinawa, l’isola dei “superanziani”, alle metropoli come Tokyo, i Giapponesi sembrano aver decifrato il segreto per una vita lunga e in salute. Non si tratta di un elisir magico, ma di un mix perfetto tra dieta, cultura, disciplina e comunità che rende il Giappone un modello studiato in tutto il mondo.

Il Giappone vanta una delle aspettative di vita più alte al mondo – 84,7 anni nel 2023 – e il fenomeno non è casuale: la longevità giapponese affonda le sue radici in una cultura che valorizza l’armonia tra corpo, mente e ambiente. A Okinawa, nota come “l’isola dei centenari”, il concetto di ikigai – trovare uno scopo nella vita – guida le persone verso un’esistenza piena di significato, riducendo lo stress e favorendo la resilienza. Questa filosofia, unita a una società che promuove il rispetto per gli anziani e l’inclusione sociale, crea le basi per una vita lunga e appagante.

Un altro pilastro è l’educazione alla salute fin dall’infanzia: i programmi scolastici giapponesi insegnano ai bambini l’importanza di una dieta equilibrata e di uno stile di vita attivo, abitudini che si consolidano per tutta la vita. I pasti scolastici, chiamati shokuiku, sono bilanciati, freschi e preparati con cura, instillando nei giovani un rapporto sano con il cibo.

La cucina giapponese è il cuore della longevità: ricca di pesce, verdure, alghe, tofu e riso, è povera di grassi saturi e zuccheri raffinati. Alimenti come il pesce azzurro, fonte di omega-3, e il tè verde, ricco di antiossidanti, proteggono il cuore e contrastano l’invecchiamento cellulare. La pratica dell’hara hachi bu, ovvero mangiare fino all’80% della sazietà, è tipica di Okinawa e aiuta a prevenire l’obesità e le malattie metaboliche. Inoltre i cibi fermentati, come il miso e il natto, favoriscono la salute intestinale, rafforzando il sistema immunitario.

La dieta seguita abitualmente dai Giapponesi ha un ruolo centrale nella loro longevità
La dieta seguita abitualmente dai Giapponesi ha un ruolo centrale nella loro longevità (fonte: Women’s Health)

La varietà è un altro segreto: i Giapponesi consumano in media 30-40 ingredienti diversi al giorno, contro i 10-15 di molte diete occidentali. Questa diversità assicura un apporto completo di nutrienti, mentre le porzioni moderate mantengono il corpo leggero e il metabolismo efficiente. Anche il modo di mangiare – lentamente, con attenzione – riflette una cultura che vede il cibo come un atto di cura, non solo di nutrimento.

I Giapponesi non si affidano solo alla dieta: l’attività fisica è parte integrante della vita quotidiana: camminare (la camminata giapponese è un trend in ascesa), andare in bicicletta o praticare arti marziali come il kendo sono abitudini comuni, anche tra gli anziani. A Okinawa gli abitanti coltivano piccoli orti e partecipano a danze tradizionali, mantenendosi attivi senza bisogno di palestre. Questo movimento costante, unito a un basso livello di stress grazie a pratiche come la meditazione e il legame con la natura, contribuisce a una salute robusta.

La comunità gioca infine un ruolo cruciale. I moai, gruppi sociali di supporto tipici di Okinawa, creano reti di amicizia che combattono la solitudine, un fattore di rischio per molte malattie. Gli anziani sono rispettati e coinvolti, mantenendo un senso di appartenenza che nutre la mente tanto quanto il corpo: questa connessione sociale riduce l’incidenza di depressione e demenza, allungando la vita attiva.

Nonostante i successi, la longevità giapponese ha le sue sfide. La modernizzazione ha infatti portato a un aumento del consumo di cibi occidentali, ricchi di zuccheri e grassi, soprattutto tra i giovani, minacciando le abitudini tradizionali. Lo stress lavorativo, noto come karoshi (morte da superlavoro), è un problema reale nelle grandi città, e il calo della natalità mette a rischio il sistema sanitario che sostiene gli anziani. Tuttavia, il Giappone continua a investire in prevenzione, con screening regolari e un sistema sanitario tra i più avanzati al mondo.

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