Le festività pasquali del 2026 si preannunciano come un vero e proprio salasso per i viaggiatori italiani, con tariffe che superano i 400 euro per i collegamenti nazionali. Un monitoraggio effettuato da Assoutenti su diverse tratte aeree e ferroviarie evidenzia rincari a doppia cifra, alimentati dalla massiccia richiesta per il periodo festivo e dall’instabilità geopolitica in Medio Oriente. La combinazione tra l’aumento dei costi del carburante e la necessità di ricongiungersi con le famiglie sta trasformando il diritto alla mobilità in un lusso insostenibile per molti.
Secondo le rilevazioni effettuate a metà marzo, chi intende volare tra il 3 e il 7 aprile dovrà affrontare una spesa minima considerevole. La tratta Genova-Catania guida la classifica dei rincari con un costo base di 418 euro per andata e ritorno. Non va meglio per chi parte da Milano verso Crotone (343 euro) o da Roma verso Reggio Calabria (324 euro).

Anche i collegamenti verso le isole e il sud Italia dalle principali città del Nord (Torino, Firenze, Verona, Bologna) presentano tariffe che oscillano costantemente tra i 280 e i 320 euro. Un dettaglio fondamentale sottolineato dalle associazioni dei consumatori riguarda i servizi inclusi: queste cifre, già elevate, non comprendono spesso il bagaglio a mano o la scelta del posto, portando il costo finale a lievitare ulteriormente una volta aggiunti gli extra necessari.
Se un tempo il treno rappresentava l’alternativa economica all’aereo, i dati del 2026 smentiscono questa tendenza. Per la sola andata del 3 aprile, raggiungere Reggio Calabria partendo da Torino o Milano costa tra i 140 e i 185 euro, a seconda dell’operatore scelto. Anche le direttrici verso la Puglia subiscono impennate, con prezzi che toccano i 119 euro per la tratta Torino-Lecce. Le uniche tratte che sembrano mantenersi sotto la soglia psicologica dei 100 euro sono i collegamenti tra Venezia e Lecce o tra Genova e Salerno, pur restando su livelli di prezzo superiori alla media stagionale.

Il Presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha evidenziato come le tariffe siano destinate a crescere ancora man mano che ci si avvicina alla Pasqua. Due sono i motori principali di questa inflazione dei trasporti: la concentrazione dei viaggi in pochi giorni (i classici “ponti”) satura l’offerta, permettendo alle compagnie di alzare i prezzi secondo la legge della domanda e dell’offerta. Infine, il conflitto che ha coinvolto l’Iran sta avendo un impatto devastante sul turismo e sui trasporti mondiali.
L’instabilità dell’area ha provocato la chiusura di numerosi spazi aerei, costringendo le compagnie a rotte più lunghe e costose. A questo si aggiunge l’impennata del prezzo del cherosene, il carburante degli aerei, che viene scaricato direttamente sui biglietti dei passeggeri.
I dati del World Travel & Tourism Council (Wttc) dipingono un quadro allarmante: il settore del turismo globale sta perdendo circa 600 milioni di dollari al giorno a causa della guerra. Queste perdite sistemiche creano un effetto domino che colpisce il consumatore finale. Per chi vive lontano da casa per lavoro o studio, il desiderio di rientrare per celebrare la Pasqua con i propri cari rischia di scontrarsi con un ostacolo economico insormontabile, trasformando quello che dovrebbe essere un momento di serenità in una fonte di forte stress finanziario.



