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Home » Lifestyle » Viaggi » USA, proposta shock: i turisti stranieri dovranno mostrare 5 anni di attività social (e molto altro) per entrare nel Paese

USA, proposta shock: i turisti stranieri dovranno mostrare 5 anni di attività social (e molto altro) per entrare nel Paese

Nuove regole USA per l'ESTA: obbligatori social media degli ultimi 5 anni, dati biometrici, selfie e informazioni sui familiari per turisti europei.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene11 Dicembre 2025
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La Statua della Libertà a New York
La Statua della Libertà a New York (fonte: Unsplash)

I viaggiatori che intendono visitare gli Stati Uniti dovranno fare i conti con dei controlli molto più invasivi di quelli attuali. Una nuova proposta dell’amministrazione Trump, pubblicata mercoledì sul Federal Register, prevede che i turisti stranieri dovranno rivelare gli ultimi cinque anni della propria vita sui social media per ottenere l’autorizzazione al viaggio. Le nuove regole si applicheranno anche a chi appartiene al programma di esenzione dei visti, come i cittadini dell’Unione Europea, italiani compresi.

Stando al documento depositato dal Dipartimento della Sicurezza Interna, coloro che chiederanno di entrare negli Stati Uniti nell’ambito del programma di esenzione dal visto (Visa Waiver Program) saranno tenuti ad aggiungere i social media come elemento obbligatorio dei dati. Finora questa voce era facoltativa. La modifica riguarderebbe i 42 Paesi i cui cittadini e nazionali possono soggiornare negli Stati Uniti fino a 90 giorni senza visto, previa una procedura di controllo pre-viaggio tramite l’Electronic System for Travel Authorization, abbreviato in ESTA.

Attualmente i richiedenti provenienti da Paesi con esenzione dal visto devono registrarsi al programma ESTA, pagano 40 dollari e sono obbligati a fornire un indirizzo email, l’indirizzo di casa, il numero di telefono e le informazioni di un contatto di emergenza. È richiesto anche inserire i propri account social, ma solo su base volontaria. L’autorizzazione al viaggio ha una validità di 2 anni.

Le informazioni richieste dalla Customs and Border Protection statunitense aumenteranno in modo significativo. Tra i nuovi campi dati che l’agenzia intende aggiungere alla domanda ESTA figurano i numeri di telefono utilizzati negli ultimi 5 anni, gli indirizzi email utilizzati negli ultimi 10 anni, gli indirizzi IP e i metadati provenienti da foto inviate elettronicamente. Ma non solo.

Saranno richiesti i nomi dei familiari diretti, inclusi genitori, coniuge, fratelli e figli, con relative date e luoghi di nascita, i numeri di telefono dei familiari utilizzati negli ultimi cinque anni e le loro residenze. Tra i dati raccolti figurano anche quelli biometrici: volto, impronte digitali, DNA e iride. Verranno inoltre richiesti i numeri di telefono aziendali utilizzati dal richiedente negli ultimi cinque anni e gli indirizzi email aziendali utilizzati negli ultimi dieci anni.

Assieme ai controlli sui social media proposti, la Customs and Border Protection ha segnalato possibili modifiche alla tecnologia alla base del processo di richiesta, tra cui l’obbligo di un selfie oltre alle foto del passaporto. Nel documento si fa capire che il sito web per le richieste verrebbe dismesso, così da effettuare la registrazione soltanto via app. La scarsa qualità delle foto caricate sul vecchio portale avrebbe reso impossibile il riconoscimento facciale dei viaggiatori, mentre la nuova applicazione sarà in grado di verificare la validità dei passaporti e di ricevere fotografie ad alta definizione.

Tra le novità del documento c’è anche l’introduzione di una funzione via app per segnalare volontariamente la propria uscita dagli Stati Uniti, che si dovrebbe effettuare caricando un selfie e autorizzando la geolocalizzazione per certificare che il viaggiatore ha effettivamente lasciato l’America. Il documento fornisce anche una stima del carico di lavoro e del numero di utenti coinvolti: per il rilascio dell’ESTA via app sul telefonino il Dipartimento statunitense stima circa 14,5 milioni di utilizzatori.

 

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Le nuove procedure avrebbero un tempo stimato per risposta che varia a seconda del metodo utilizzato: 8 minuti per modulo cartaceo, 4 minuti per il sito web, 22 minuti per l’applicazione mobile. Al momento non si conoscono le tempistiche di introduzione: le proposte sono soggette a un periodo di preavviso di 60 giorni che servono anche a raccogliere commenti pubblici e proposte di modifica. Salvo ripensamenti, la polizia di frontiera potrebbe introdurre i cambiamenti gradualmente nel periodo successivo alla data del 9 febbraio 2026, l’ultimo giorno utile per inviare le proposte di modifica.

Questa proposta segue azioni simili del governo statunitense per effettuare controlli sui social media per alcuni richiedenti visto, inclusi i richiedenti dei visti H-1B concessi a lavoratori stranieri qualificati, così come i richiedenti visti per studenti e studiosi. L’iniziativa arriva tra l’altro alla vigilia della Coppa del Mondo di calcio del 2026, che gli Stati Uniti ospiteranno con il Messico e che dovrebbe attirare centinaia di migliaia di tifosi da tutto il mondo.

Le associazioni del settore turistico si sono dette preoccupate sia per questa proposta sia per il previsto nuovo visa integrity fee da 250 dollari per molti visitatori internazionali, una tariffa che non riguarderà tuttavia i viaggiatori del Visa Waiver Program. Già a novembre oltre 20 aziende del comparto viaggi avevano protestato contro la nuova tassa, temendo un rallentamento significativo dei flussi turistici verso gli USA. Secondo un rappresentante del settore, la Customs and Border Protection non ha informato gli operatori prima di rendere pubblica la proposta, definita un’escalation significativa nelle procedure di controllo dei viaggiatori.

Anche gli esperti di diritto dell’immigrazione hanno espresso un parere negativo sulla proposta. Lo studio legale Fragomen sottolinea come il governo non usi più le informazioni online per verificare dati specifici, ma come base per giudizi discrezionali su ciò che le persone condividono o dicono sui social. Sul fronte dei diritti digitali, Sophia Cope, avvocata dell’Electronic Frontier Foundation, sostiene che un obbligo di questo tipo aggraverà i danni alle libertà civili, senza alcuna efficacia comprovata nell’individuare minacce reali. La misura rischia di compromettere la libertà di espressione e la privacy dei viaggiatori e delle persone con cui sono in contatto negli USA.

La US Travel Association prevede che il 2025 si chiuderà con un calo degli arrivi di stranieri del 6,3 per cento rispetto al 2024, un dato che evidenzia come il settore turistico statunitense sia già in sofferenza. Il testo depositato dovrà essere approvato dall’Office of Management and Budget prima di diventare operativo.

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