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Home » Spettacolo » Addio a Perry Bamonte, chitarrista dei The Cure che suonò in “Friday I’m in Love”

Addio a Perry Bamonte, chitarrista dei The Cure che suonò in “Friday I’m in Love”

È morto a 65 anni Perry Bamonte, l'artista che ha contribuito al sound dei Cure per decenni con chitarra, basso e tastiere.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino27 Dicembre 2025
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perry Bamonte
Perry Bamonte (fonte: YouTube)

Se ne va a 65 anni Perry Bamonte, il musicista che per oltre vent’anni ha dato forma al suono inconfondibile dei The Cure. La band britannica ha confermato la sua scomparsa, avvenuta nella sua casa durante le festività natalizie dopo una breve malattia.

Robert Smith e i suoi compagni lo hanno ricordato come una persona riservata ma dal talento straordinario: “Silenzioso, intenso, intuitivo e immensamente creativo”, scrivono sul sito ufficiale. Affettuosamente chiamato “Teddy”, Bamonte rappresentava una colonna portante di quella che è diventata una delle band più influenti del rock alternativo.

La storia di Bamonte con i Cure inizia nel 1984, quando entra nel gruppo non come musicista ma come membro della troupe tecnica. Per cinque anni si occupa delle chitarre come roadie, apprendendo tutti i segreti del sound della band. Il suo ingresso era stato facilitato dal fratello Daryl, all’epoca tour manager del gruppo.

La svolta arriva nel 1990: quando il tastierista Roger O’Donnell lascia la formazione, viene scelto proprio Bamonte per sostituirlo. La sua versatilità lo rende prezioso: sa destreggiarsi tra chitarra, basso a sei corde e tastiere con la stessa naturalezza.

Tra il 1990 e il 2005, Bamonte partecipa alla realizzazione di cinque album fondamentali: da “Wish” (1992), che contiene il celeberrimo brano “Friday I’m in Love”, fino a “The Cure” del 2004. In questi anni porta la sua impronta su oltre 400 concerti, contribuendo a rendere iconiche canzoni come “High” e “A Letter to Elise”.

Quando nel 2005 la band si ridimensiona in un trio, Bamonte lascia i Cure ma non la musica. Si unisce ai Love Amongst Ruin, superband britannica con ex membri dei Placebo, con cui pubblica due album. Continua a coltivare le sue passioni: la pesca a mosca e l’illustrazione per riviste specializzate.

Nel 2019 arriva il riconoscimento ufficiale: l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame insieme agli altri membri storici della band. Ma la storia non è finita.

Nel 2022 Bamonte torna stabilmente nei Cure, regalando ai fan altri 90 concerti definiti dalla band “alcuni dei migliori della nostra storia”. Il suo ultimo spettacolo sul palco è stato il primo novembre 2024 al Troxy di Londra, un evento speciale per celebrare “Songs of a Lost World”, il nuovo album della band dopo sedici anni di attesa.

Quella serata è stata filmata e trasformata nel documentario “The Cure: The Show of a Lost World”, distribuito nelle sale cinematografiche a dicembre. Ora quella registrazione rappresenta l’ultimo ricordo di Bamonte insieme alla band che ha contribuito a rendere leggendaria.

I Cure, nati nel 1976 dall’amicizia tra Robert Smith e Lol Tolhurst, hanno attraversato quasi cinquant’anni di storia musicale, vendendo oltre 30 milioni di dischi e influenzando profondamente i generi goth, post-punk e indie rock.

Lol Tolhurst ha voluto salutare Bamonte con un messaggio su Instagram: “Così triste nell’apprendere della morte di Perry. Addio Teddy”. Perry lascia la moglie Donna e il ricordo indelebile di una carriera dedicata alla musica.

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