Angela Luce, pseudonimo di Angela Savino, è morta all’età di 87 anni. Con lei scompare una delle voci più autentiche e riconoscibili dell’intera tradizione partenopea. Nata il 3 dicembre 1937 nel capoluogo campano, Angela Savino muove i primissimi passi nel mondo dello spettacolo ancora giovanissima: a soli quattordici anni partecipa alla “Piedigrotta Bideri” con la canzone Zì Carmilì, firmandosi con il suo vero cognome. È il seme di una carriera che avrebbe abbracciato ogni forma d’arte: teatro, cinema, televisione e musica.
Non ancora ventenne viene scritturata da Eduardo De Filippo che intuisce in lei un talento fuori dal comune. Con il grande drammaturgo napoletano lavora a lungo, interpretando alcuni tra i suoi ruoli più significativi, fino a condividere il palco con lui anche nella registrazione televisiva de Il contratto. Seguiranno anni con Peppino De Filippo, La Scarpettiana e Nino Taranto, portando il teatro napoletano sui palcoscenici più importanti del mondo: da Parigi al Teatro Sarah Bernhardt, da Londra all’Old Vic, fino a New York al Mark Hellinger e a Buenos Aires al Coliseum.
Il cinema la chiama presto: già nel 1956 esordisce sul grande schermo con Ricordati di Napoli, diretto da Pino Mercanti. Da quel momento è una presenza costante nella cinematografia italiana, con ruoli accanto a giganti come Marcello Mastroianni, Totò (era spassosa in Signori si nasce), Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. In totale, ha preso parte a più di ottanta film.
Tra le pellicole più celebrate spicca Il Decameron di Pier Paolo Pasolini, con cui conquista il Premio Reggia d’oro di Caserta, e Malizia di Salvatore Samperi, premiata con la Medaglia d’oro all’Anteprima del Cinema Mondiale di Saint-Vincent. Arriva poi il riconoscimento più ambito: il David di Donatello per L’amore molesto di Mario Martone, con tanto di nomination alla Palma d’oro a Cannes. Per La seconda notte di nozze di Pupi Avati arriva anche una nomination al Nastro d’argento.
Sulla scena musicale, Angela Luce raggiunge il grande pubblico nazionale nel 1975, quando il brano Ipocrisia la porta al secondo posto al Festival di Sanremo. Un risultato che consolida una carriera canora già ricchissima.
C’è però un primato che nessun altro artista al mondo può vantare: grazie all’interpretazione di So’ Bammenella ‘e copp’ ‘e Quartiere di Raffaele Viviani, Angela Luce è l’unica artista presente nell’Archivio storico della canzone napoletana con la doppia esecuzione dello stesso brano.
Pochi giorni prima della sua scomparsa, dopo l’incendio che ha devastato il Teatro Sannazaro, Angela Luce aveva affidato ai social un messaggio commosso: “Sono vicina a Ingrid e Lara e le abbraccio con tanto affetto. Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa Conte”.
