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Home » Spettacolo » Domani è un altro giorno: testo e significato del brano scelto per l’ultimo saluto di Milano a Ornella Vanoni

Domani è un altro giorno: testo e significato del brano scelto per l’ultimo saluto di Milano a Ornella Vanoni

Ecco la storia di "Domani è un altro giorno" di Ornella Vanoni, brano scelto come accompagnamento alla camera ardente della cantante.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene24 Novembre 2025Aggiornato:24 Novembre 2025
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Ornella Vanoni 1971
Ornella Vanoni 1971 (fonte: YouTube)

Quando migliaia di milanesi si sono messi in coda lungo via Dante per l’ultimo saluto a Ornella Vanoni, scomparsa venerdì scorso all’età di 91 anni, dalla camera ardente del Piccolo Teatro Grassi risuonava in loop una melodia: Domani è un altro giorno. Non una scelta casuale, ma il riconoscimento di quello che è stato uno dei brani più significativi della sua carriera, un successo che nel 1971 conquistò l’Italia e rimase in classifica per dieci settimane consecutive.

La canzone, pubblicata come 45 giri dalla Ariston nel 1971 insieme al lato B C’è qualcosa che non sai, entrò nella Hit Parade nell’ottobre di quell’anno alla nona posizione, per poi raggiungere il quarto posto nella classifica settimanale e chiudere l’anno al ventesimo posto della classifica annuale. Nel 1972 venne inserita nell’album Un gioco senza età e oggi è certificata disco d’oro dalla FIMI con oltre 50.000 copie vendute.

Ma quello che in pochi sanno è che Domani è un altro giorno non è una canzone originale italiana. Si tratta infatti di una cover del brano The Wonders You Perform della cantante statunitense Tammy Wynette, con musica di Jerry Chesnut. La versione originale, inserita nell’album Tammy’s Greatest Hits, Volume II come ultimo pezzo del lato B del disco 33 giri, presentava un contesto completamente diverso: era un gospel, un colloquio intimo con Dio che iniziava con le parole “Oh Lord, you know that I’m not one to bother you with little things / and you and I have never been too close”.

Giorgio Calabrese, autore del testo italiano, operò una trasformazione radicale. Pur mantenendo un labile riferimento all’originale con versi come “La mia fede è troppo scossa ormai” e “Proviamo anche con Dio, non si sa mai”, Calabrese creò un contesto completamente nuovo, presentando lo stato d’animo di una donna stanca e disillusa, intrappolata in una malinconia che la accompagna dal risveglio fino a sera.

Il brano si apre con versi di intensa tristezza: una condizione esistenziale che porta inevitabilmente a fare bilanci, a confrontare presente e passato, a ricordare con acuto senso di smarrimento la felicità perduta (“E non c’è niente di più triste / in giornate come queste / che ricordare la felicità / sapendo già che è inutile / ripetere ‘Chissà? / Domani è un altro giorno, si vedrà'”).

La frase “Domani è un altro giorno” porta con sé un riferimento cinematografico iconico: era l’ultima battuta di Rossella O’Hara nel finale di Via col vento del 1939. Ma se nel film di Victor Fleming quelle parole erano cariche di ostinata speranza e voglia di reagire, nella canzone di Ornella Vanoni assumono una sfumatura diversa, più vaga e illusoria, accompagnate da un “si vedrà” che resta indefinito.

L’autoanalisi della protagonista prosegue senza pietà: i bilanci non quadrano, le valutazioni restano neutre. E l’amara constatazione è che esperienze e delusioni “non sono servite a niente”, che ogni promessa di non ripetere gli stessi errori si è infranta contro l’abitudine di rinviare tutto a un ipotetico domani migliore. Il soliloquio si trasforma poi inaspettatamente in dialogo ideale con un uomo che non ha mai conosciuto questa angoscia esistenziale, una persona amata profondamente, a cui la donna ha dato tanto senza ricevere in cambio quello che sperava: “Io di tutta un’esistenza / spesa a dare, dare, dare / non ho salvato niente, neanche te”.

Eppure, irrazionale e imprevedibile, la speranza torna a bussare alla porta; e in questa fragile illusione la donna trova ancora la forza di andare avanti, di cancellare i rimpianti e riproporre la sua ostinata fede nel domani: “E oggi non m’importa / della stagione morta / per cui rimpianti adesso non ho più”.

Ornella Vanoni, che nel 1971 era nel pieno della sua attività artistica e al massimo livello della sua sensibilità interpretativa, seppe restituire pienamente il messaggio ambiguo di questo testo, contemporaneamente disperato e speranzoso, disfattista e tenace. La sua interpretazione contribuì a trasformare una canzone americana in un brano profondamente italiano, capace di parlare all’anima di un’intera generazione.

Il brano ebbe una seconda vita nel 2019, quando venne reinciso da Noemi come colonna sonora del film Domani è un altro giorno di Simone Spada, con Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Nel 2020 la stessa Vanoni propose una nuova versione jazz del brano, accompagnata dal trombettista Paolo Fresu e dalla pianista Rita Marcotulli, dimostrando che, nonostante l’età avanzata, sapeva ancora restituire pathos ed emozione a un motivo ormai storico.

La camera ardente allestita al Piccolo Teatro Grassi è rimasta aperta sabato fino alle 14 e domenica dalle 10 alle 13, con oltre 5.000 persone in coda per rendere omaggio all’artista. La bara di legno chiaro è stata posizionata sotto al palco del teatro tra due cuscini di girasoli, dietro una grande ghirlanda di rose bianche. Tra i primi a rendere omaggio Emma Marrone, Fiorella Mannoia, Fabio Fazio, Simona Ventura, Arisa, Lella Costa e lo stilista Antonio Marras.

Il testo di Domani è un altro giorno / C’è qualcosa che non sai di Ornella Vanoni

È uno di quei giorni che ti prende la malinconia
Che fino a sera non ti lascia più
La mia fede è troppo scossa ormai, ma prego e penso tra di me
Proviamo anche con Dio, non si sa mai

E non c′è niente di più triste, in giornate come queste
Che ricordare la felicità
Sapendo già che è inutile ripetere “chissà”
Domani è un altro giorno, si vedrà

È uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita
Bilancio che non ho quadrato mai
Posso dire d’ogni cosa che ho fatto a modo mio
Ma con che risultati, non saprei

E non mi son servite a niente esperienze e delusioni
E se ho promesso, non lo faccio più
Ho sempre detto “in ultimo ho perso ancora” ma
Domani è un altro giorno, si vedrà

È uno di quei giorni che tu non hai conosciuto mai
Beato te, sì beato te
Io di tutta un′esistenza spesa a dare, dare, dare
Non ho salvato niente, neanche te

Ma nonostante tutto io non rinuncio a credere
Che tu potresti ritornare qui
E come tanto tempo fa ripeto “chi lo sa”
Domani è un altro giorno, si vedrà

E oggi non m’importa della stagione morta
Per cui io rimpianti adesso non ho più
E come tanto tempo fa ripeto “chi lo sa”
Domani è un altro giorno, si vedrà

Domani è un altro giorno, si vedrà

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