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Home » Spettacolo » “È un presidente pop!”, Mattarella riceve Carlo Conti e i cantanti di Sanremo 2026, è la prima volta nella Storia

“È un presidente pop!”, Mattarella riceve Carlo Conti e i cantanti di Sanremo 2026, è la prima volta nella Storia

Per la prima volta, il cast di Sanremo ricevuto da Mattarella al Quirinale. Un riconoscimento storico alla musica leggera italiana.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino13 Febbraio 2026Aggiornato:13 Febbraio 2026
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Il cast di Sanremo 2026 al Quirinale
Il cast di Sanremo 2026 al Quirinale (foto di: Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica)

Mai successo prima d’ora. In 76 edizioni del Festival di Sanremo, nessun cast aveva mai varcato le porte del Quirinale per un incontro ufficiale con il presidente della Repubblica. Fino a oggi, venerdì 13 febbraio 2026, quando Sergio Mattarella ha accolto Carlo Conti, Laura Pausini e tutti i Big in gara, tranne Patty Pravo che aveva comunicato la sua assenza per preservarsi in vista del festival, trasformando la musica pop italiana in un affare di Stato.

L’appuntamento era fissato per la mattina. Il primo ad arrivare è stato Leo Gassmann, seguito poco dopo dal direttore artistico in completo blu elegante. Poi, uno dopo l’altro, hanno fatto il loro ingresso tutti gli artisti: Elettra Lamborghini in total white come una sposa moderna, J-Ax con il suo inconfondibile look da cowboy (cappello, frange e stivaloni), Ditonellapiaga con una minigonna vintage che apparteneva alla nonna.

Laura Pausini, visibilmente emozionata, ha confessato ai giornalisti: «Molto emozionata, sì. Il presidente è straordinario come sempre». Assente solo Patti Pravo, bloccata da un’influenza e dispiaciuta di perdere questo momento storico.

Durante l’incontro, Mattarella, appena rientrato da Cortina dove aveva festeggiato i campioni olimpici come Federica Brignone, ha pronunciato parole che hanno colpito tutti i presenti. “La musica leggera, la musica pop fa parte del patrimonio culturale italiano”, ha dichiarato il Capo dello Stato, sottolineando come il Festival coinvolga oltre 20 milioni di spettatori ogni sera e rappresenti ormai un appuntamento cruciale nella vita del Paese.

Non solo cultura, ma anche economia: Mattarella ha riconosciuto che l’industria discografica italiana è fiorente e costituisce “un ambito significativo dell’economia nazionale”. Parole che hanno fatto eco particolare nelle dichiarazioni di J-Ax, che all’uscita ha commentato: “È stato bello sentircelo dire in un Paese dove spesso chi lavora nell’intrattenimento non viene riconosciuto come dovrebbe”.

Momento speciale quando Carlo Conti ha donato a Mattarella lo spartito originale del 1951 di “Grazie dei fiori”, la prima canzone vincitrice del Festival. Una scelta non casuale: il presidente aveva 10 anni quando ascoltò quel primo Sanremo alla radio, e durante l’incontro ha condiviso con gli artisti i suoi ricordi di quella edizione, ricordando perfino i nomi di alcuni cantanti e la voce del presentatore.

Il momento più intenso? Quando i cantanti hanno intonato “Azzurro” per il presidente. Mattarella, sorridendo, ha risposto: “So le parole ma non mi associo per non turbare il coro”.

Per Conti, al suo quinto e ultimo Sanremo da conduttore («numero perfetto per smettere», ha dichiarato), questo riconoscimento assume un significato particolare. “Dieci o dodici anni fa nelle classifiche internazionali c’erano solo due o tre brani italiani su dieci, il resto stranieri. Oggi è tutto diverso: a fine anno nelle chart trovi quasi solo italiani. Ogni anno arrivano nuove leve, è un momento di grandissimo splendore”.

Il conduttore ha anche svelato un segreto del suo successo: niente maratone estenuanti. Durante il Festival dorme tranquillamente 7-8 ore filate, si accontenta di uno spuntino con farinata ligure e salta il riposino pomeridiano. “Forse è anche uno dei motivi della mia serenità”, ha confessato.

Sanremo 2026 prosegue fino a sabato 28 febbraio, quando sarà proclamato il vincitore tra i 30 Big in gara. Tra le star annunciate come superospiti ci sono Tiziano Ferro e il ritorno di Nino Frassica.

L’incontro al Quirinale chiude un cerchio: dopo 76 anni, la musica pop italiana ottiene il sigillo istituzionale più alto, entrando ufficialmente nel patrimonio culturale del Paese. Come ha detto Dargen D’Amico, arrivato a piedi e da solo: “Non capita tutti i giorni”.

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