A Fausto Leali va il premio alla carriera durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Un riconoscimento che celebra oltre sessant’anni di attività musicale per uno degli artisti più distintivi della musica italiana, nato a Nuvolento, in provincia di Brescia, il 29 ottobre 1944. In una nota ha detto:
Questo palco è speciale per me e tornarci quest’anno, è rivivere e riabbracciare tutte le emozioni che ho collezionato in ben tredici partecipazioni. Il ricordo più dolce che mi intenerisce è quello della mia prima volta quando, a soli ventiquattro anni, cantai Deborah con Wilson Pickett, anche se ero già reduce del grande successo dell’anno precedente di A chi ero davvero giovanissimo.
Ma se devo essere sincero, le emozioni più travolgenti le ho provate solo in seguito, perché con la maturità, cresce la consapevolezza, il senso della responsabilità e senti tutta la pressione. Messa da parte l’incoscienza di quella prima volta, la tensione, la paura non cambia, anzi diventa più grande, perché non ci si abitua a Sanremo e a un palco così importante!
La voce di Leali è stata da sempre influenzata dal soul e dal rhythm and blues americano. Una scelta artistica coraggiosa per l’Italia degli anni Sessanta, quando il cantante decise di dedicarsi completamente alla musica nera, genere che ben si adattava alle peculiarità della sua interpretazione.
Il percorso musicale di Fausto Leali inizia giovanissimo: a 14 anni ottiene il suo primo ingaggio professionale nell’orchestra di Max Corradini, mentre a 16 anni entra nell’orchestra del fisarmonicista jazz Wolmer Beltrami. Nel 1961 incide il primo 45 giri con lo pseudonimo Fausto Denis, dando avvio a una carriera che lo porterà a collaborare con la band “I Novelty”. Con questo gruppo partecipa nel 1965, come spalla, alle tre date dell’unico tour italiano dei Beatles.
La svolta definitiva arriva nel 1967 con “A chi”, versione italiana di “Hurt”, brano pubblicato originariamente da Roy Hamilton nel 1954 e successivamente rilanciato da Timi Yuro nel 1960. La canzone conquista la prima posizione della classifica italiana per quattro settimane consecutive e si piazza al nono posto in Austria. Il successo è straordinario: oltre 4 milioni di copie vendute nel mondo e quattro dischi d’oro. Con questo brano, Leali vince anche la Mostra internazionale di musica leggera di Venezia del 1967.
Tra i suoi più grandi successi si distinguono Deborah del 1968, Angeli negri dello stesso anno, Un’ora fa del 1969, Io camminerò del 1976, Io amo del 1987 e Mi manchi del 1988. Nel 1989 trionfa al Festival di Sanremo nella categoria Campioni con Ti lascerò, confermando il suo status di interprete di riferimento della canzone italiana.
Il premio alla carriera rappresenta il riconoscimento istituzionale per un artista che ha saputo portare il soul nella musica italiana.
