La morte delle gemelle Kessler, Alice ed Ellen, ha riacceso in Italia un dibattito profondo e divisivo sul suicidio assistito. Le due storiche artiste, icone della televisione italiana degli anni d’oro, avrebbero scelto di ricorrere alla pratica del suicidio assistito nella loro dimora in Baviera, secondo quanto rivelato dal giornale bavarese Münchner Merkur citando un portavoce dell’associazione Deutsche Gesellschaft für Humanes Sterben.
Le gemelle si erano rivolte all’associazione tedesca per l’aiuto a morire oltre sei mesi fa, pianificando insieme la fine della loro esistenza. Una decisione che le due sorelle avevano paventato più volte nel corso della loro vita, non immaginando mai un’esistenza separata l’una dall’altra.
L’associazione Pro Vita & Famiglia Onlus ha reagito con durezza alla notizia, definendo quanto accaduto un “tragico errore”. Nella nota diffusa per esprimere il proprio cordoglio ai familiari, l’organizzazione ha dichiarato: “Dopo una carriera di successi che ha rallegrato la vita di milioni di persone, l’esistenza delle gemelle Kessler non doveva finire così. In una società davvero umana, nessuna vita dovrebbe finire così”.
Il comunicato prosegue con toni ancora più netti: “Le gemelle Kessler si aggiungono alla lunga e triste schiera di persone indotte a uccidersi dalle leggi sul suicidio assistito prodotte da una società malata, incapace di includere e valorizzare fino in fondo ogni persona anche nelle fasi più precarie dell’esistenza, preferendo invece offrire la morte come soluzione più economica e sbrigativa”.
NON DOVEVA FINIRE COSÌ
I media tedeschi riferiscono che le sorelle Kessler sono morte “insieme”. Avevano 89 anni. La polizia ha aperto una indagine, ma si ritiene che le due artiste si siano uccise tramite suicidio assistito. Ci uniamo al cordoglio per la loro scomparsa, ma non… pic.twitter.com/Kd3rUsyDUL
— Pro Vita & Famiglia (@ProVitaFamiglia) November 17, 2025
Il presidente Antonio Brandi ha lanciato un allarme specifico: “Raccontare il suicidio delle Kessler come una scelta di libertà è un tragico errore che spingerà verso il baratro migliaia di cittadini fragili e di loro familiari che ogni giorno combattono contro la tentazione di farla finita”.
Anche chi ha condiviso con le gemelle l’epoca della televisione italiana ha espresso profondo sgomento. Iva Zanicchi, che con loro aveva vissuto gli anni di Canzonissima, ha commentato la notizia con parole cariche di emozione: “Le avevo incontrate a Roma, e poi in Germania, dove eravamo ospiti. È vero che avevano un’età importante, ma la notizia della loro morte è dolorosa perché si chiude, forse definitivamente, un’epoca”.
La cantante emiliana ha aggiunto riflessioni personali sulla scelta delle due artiste: “Lo capisco, erano molto anziane, magari ammalate. Ogni caso va letto a sé e noi non conosciamo bene le cose, ma a me la notizia della loro scelta sconvolge. La vita è per me così sacra e così preziosa che bisogna avere, diciamolo pure, il coraggio di viverla fino all’ultimo istante perché è un dono prezioso”.
Zanicchi ha sottolineato di non voler giudicare, esprimendo invece compassione: “Ho tanta compassione per loro, capisco la tragedia e immagino queste due donne, anziane, che hanno voluto morire insieme, perché avevano vissuto sempre insieme. Ma dall’altro lato sono sincera, mi sconvolge. Questo fatto mi addolora, è lontano dalla mia mentalità”.
Sul fronte istituzionale, il ministro della Salute Orazio Schillaci, interpellato a margine della presentazione del decimo Rapporto sull’Obesità in Italia a Napoli, ha preferito non entrare nel merito della questione: “C’è allo studio un testo del Parlamento e quindi credo che sia il Parlamento che debba esprimersi su questo argomento così delicato”.



