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Home » Spettacolo » QVC, conduttrici licenziate dopo 15 anni per far posto a partite IVA: “Stavamo in onda più di Pippo Baudo”

QVC, conduttrici licenziate dopo 15 anni per far posto a partite IVA: “Stavamo in onda più di Pippo Baudo”

QVC licenzia 4 conduttrici dopo 15 anni: sostituite con partita Iva. I sindacati proclamano uno sciopero a Brugherio.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene3 Dicembre 2025
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Uno studio televisivo
Uno studio televisivo (fonte: Unsplash)
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Licenziate all’improvviso, da un giorno all’altro, dopo 15 anni di dirette televisive, per almeno 3 ore al giorno ma con picchi di 17. È la storia di Chiara Contu Farci e delle altre tre conduttrici di QVC, il colosso americano delle televendite che ha deciso di eliminare definitivamente il ruolo delle presenter assunte con contratto regolare, sostituendole con liberi professionisti a partita Iva.

“Ci dicevamo sempre che stavamo in onda più di Pippo Baudo”, racconta con amarezza Contu Farci, 49 anni, ex redattrice televisiva approdata a QVC quasi per caso nel 2010, quando la multinazionale americana nata negli anni Ottanta apriva la sua sede italiana a Brugherio, in provincia di Monza. “Ho cominciato che era ancora letteralmente un cantiere. Io e le altre colleghe abbiamo contribuito a mettere in piedi il canale”.

Il ruolo delle presenter consiste nel fare da tramite tra gli esperti di prodotto e il pubblico a casa, ponendo tutte le domande che un potenziale cliente farebbe, pur conoscendo perfettamente le caratteristiche degli articoli in vendita. Nel corso degli anni, QVC è arrivata a macinare dirette quotidiane per 17 ore al giorno, con turni di lavoro continui dalle prime ore del mattino fino a notte. “Ho venduto di tutto, dalle padelle ai diamanti”, ricorda Contu Farci.

La decisione dell’azienda di procedere con i licenziamenti è arrivata nel pomeriggio del 26 novembre, quando alle quattro presenter dipendenti sono state recapitate altrettante lettere in cui si comunicava l’esternalizzazione completa dell’attività. Loro quattro, Contu Farci compresa, erano le ultime con questa mansione ad avere un contratto di lavoro subordinato. Tutti gli altri presenter, circa 18, lavorano già da tempo con partita Iva.

I sindacati Slc Cgil e Fistel Cisl hanno definito la scelta “scellerata”, sottolineando che durante i numerosi incontri tenuti nelle settimane precedenti per trattare una vertenza sulle festività, non era mai stato fatto trapelare nulla sulla volontà di procedere ai licenziamenti. “I modi hanno colpito”, conferma Contu Farci, che è anche delegata Fistel. “In tutti questi anni non ci sono mai state tensioni particolari sul piano dei rapporti sindacali. Ma in questo periodo era aperta una trattativa e in tutti gli incontri non è mai emersa questa intenzione”.

 

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L’incontro del 28 novembre tra sindacati e rappresentanti aziendali non ha portato a nessun dietrofront. QVC, che conta circa 500 dipendenti nella sede di Brugherio, ha definito il tavolo sindacale “superfluo e inopportuno“, accusando le organizzazioni dei lavoratori di fornire informazioni errate e minimizzando sul fatto che una delegata sindacale sia coinvolta nella vicenda. L’azienda, contattata dalla stampa, non ha voluto rilasciare commenti o dichiarazioni ufficiali.

La risposta dei sindacati è stata immediata: sciopero per l’intero turno di lavoro in tutti i reparti, con presidio davanti alla sede di Brugherio a partire dalle 11:30 di oggi. “Crediamo fortemente che sia arrivato il momento che questa azienda dia il giusto rispetto e la dignità a tutti i lavoratori”, hanno dichiarato in una nota congiunta Fistel Cisl e Slc Cgil. “Un’azienda che si fregia di essere inclusiva a 360 gradi dovrebbe essere conseguente, oltre che nella forma, anche nella sostanza”.

Per le quattro conduttrici restano ora gli strumenti della protesta e i ricordi di anni di lavoro intenso. “Qui tra di noi si è creato un clima da famiglia allargata, sono state allacciate relazioni, rapporti stretti, anche al di fuori dell’ambiente di lavoro, amicizie vere”, racconta Contu Farci. E poi c’è il rapporto speciale con i telespettatori, composto prevalentemente da donne che si affezionano alle presenter, ricordando persino date personali come anniversari di matrimonio. “Il nostro pubblico ci seguiva con affetto e fedeltà”, conclude l’ex conduttrice.

I presenter assunti erano passati dai circa 20 di prima del Covid ai 4 licenziati ora, mentre cresceva il numero dei collaboratori a partita Iva. Una scelta che i sindacati definiscono “miope”, considerando che le presenter rappresentano “il primo biglietto da visita verso la clientela” di un’emittente che trasmette sul canale 32 del digitale terrestre offrendo prodotti di bellezza, benessere, casa, elettronica, moda e accessori.

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