C’è chi porta a Sanremo un pezzo di storia personale e chi porta un intero immaginario cinematografico. Tommaso Paradiso, al Festival di Sanremo 2026, fa entrambe le cose. L’ex frontman dei TheGiornalisti si è presentato all’Ariston con “I romantici”, canzone dedicata alla figlia che gli ha fruttato un posto nella top 5 della classifica finale della seconda serata. E questa sera nella puntata dedicata alle cover, quella più seguita e amata, rivelerà il suo lato più intimo e cinefilo. Canterà infatti con gli Stadio “L’ultima luna” di Lucio Dalla , una delle dieci canzoni più belle mai scritte, secondo il cantautore, colonna sonora di Borotalco, il film di Carlo Verdone del 1983. “Ha influito su tutta la mia musica e su tutta la mia carriera. Quelle musiche mi hanno formato, artisticamente parlando“, ha dichiarato.
Ma dietro c’è anche dell’altro. Con gli Stadio sul palco, Paradiso ha voluto rendere omaggio a Eleonora Giorgi, protagonista di quel film insieme a Verdone, scomparsa di recente dopo una lunga malattia.
Prima di confermare la scelta della cover, Paradiso ha chiamato direttamente Carlo Verdone per avvisarlo. I due non sono solo legati da una venerazione artistica: negli anni è nata una vera amicizia. “Gli ho detto che avrei fatto quel brano per immortalare anche l’immaginario stupendo che ha creato con quel film”, ha spiegato. Verdone si è commosso. Aveva anche pensato di salire sul palco dell’Ariston per la serata, ma gli impegni non gliel’hanno permesso. “Non l’ho voluto scocciare più di tanto”, ha aggiunto Paradiso.
Da aprile Paradiso sarà in tour nei palazzetti italiani con la sua band. In contemporanea con la fine del Festival è uscita la versione sanremese di Casa Paradiso. Sul fronte cinema, aveva debuttato alla regia nel 2022 con Sulle nuvole, per ora c’è poco spazio: “La macchina di Sanremo si muove circa un anno prima, quindi non ho avuto tempo di pensare ad altro.» Il sogno, però, è preciso: «Amo le colonne sonore da film e prima o poi ne dovrò fare assolutamente una. Non vedo proprio l’ora”. Magari, proprio di un film di Verdone, chissà.



