Il campione olimpico Thomas Ceccon ha espresso pubblicamente il proprio disagio riguardo alle condizioni di allenamento presso il Centro Federale di Verona, lamentando la compresenza in vasca di corsi di fitness acquatico durante le sessioni agonistiche. Lo sfogo dell’atleta, diretto a evidenziare le criticità strutturali nella preparazione verso i Giochi di Los Angeles 2028, ha innescato una pronta risposta della direzione del centro, che ha annunciato una riorganizzazione degli spazi prevista per la prossima stagione primaverile. La questione solleva il tema della convivenza tra lo sport d’élite e le attività amatoriali all’interno delle strutture pubbliche italiane.
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Thomas Ceccon, reduce da un lungo periodo di formazione e allenamento in Australia presso il prestigioso team St. Peters Western, ha evidenziato il divario organizzativo tra le potenze mondiali del nuoto e la realtà quotidiana italiana. Dopo aver sperimentato i centri di alta performance australiani, l’oro olimpico di Parigi ha manifestato la propria insofferenza per la gestione degli orari in via Colonnello Galliano, a Verona, dove risiede e si allena dal 2017 sotto la guida del tecnico Alberto Burlina.
Il nucleo della protesta riguarda la sovrapposizione oraria con le lezioni di acquafitness. Secondo quanto dichiarato dal nuotatore, la presenza simultanea di tre gruppi di corsisti a partire dalle ore 9:30, accompagnata da musica ad alto volume e attività di gruppo, rappresenterebbe un ostacolo insormontabile per il mantenimento della soglia di concentrazione necessaria a un atleta di livello internazionale. Ceccon ha ribadito la necessità di un cambiamento radicale, ritenendo le attuali condizioni non idonee a sostenere il percorso di avvicinamento alle prossime Olimpiadi.
La risposta alle critiche non si è fatta attendere. Roberto Cognonato, direttore della struttura e presidente del comitato federale veneto, ha chiarito che la gestione del centro richiede un delicato equilibrio tra le esigenze dei campioni e quelle dell’utenza cittadina. Il centro di Verona ospita infatti non solo eccellenze come Ceccon e Nicolò Martinenghi, ma anche circa 400 frequentatori quotidiani che partecipano ai corsi di nuoto e fitness.
Cognonato ha spiegato che il dialogo con lo staff del campione e con la federazione è costante e che i problemi segnalati sono in fase di risoluzione. La complessità deriva dalla necessità di alternare l’uso della vasca olimpionica esterna da 50 metri (attualmente coperta) con quella interna da 25 metri, a seconda del tipo di esercizio richiesto dalla programmazione tecnica. La direzione ha assicurato che, con l’arrivo della primavera, la pianificazione degli orari verrà blindata per garantire a Ceccon l’esclusività e il silenzio necessari durante le sue ore di attività.
Il caso mette in luce una problematica comune a molti centri sportivi di eccellenza in Italia, dove la sostenibilità economica delle strutture spesso dipende dalla vendita di abbonamenti al pubblico comune. Se da un lato l’atleta richiede standard professionali elevati e ambienti privi di distrazioni, dall’altro la dirigenza deve garantire l’accesso allo sport per la comunità locale.
Nonostante le tensioni, l’obiettivo comune resta la tutela del talento di Ceccon, i cui successi internazionali (15 ori tra mondiali ed europei) rappresentano un patrimonio per lo sport nazionale. La riorganizzazione promessa mira a trasformare il Centro Federale di Verona in un ambiente che possa emulare, per efficienza e rigore, i modelli stranieri, consentendo all’atleta di proseguire la scalata verso nuovi record senza dover competere per lo spazio in vasca con la musica delle lezioni di acquagym.



