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Home » Sport » Il doping cambia passo: iniezioni di acido nel pene per aumentare la potenza dei salti dal trampolino con gli sci

Il doping cambia passo: iniezioni di acido nel pene per aumentare la potenza dei salti dal trampolino con gli sci

Nel salto con gli sci circolano voci su iniezioni di acido ialuronico per avvantaggi aerodinamici, dopo lo scandalo delle tute truccate.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Gennaio 2026
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atleta che fa salto con gli sci
atleta che fa salto con gli sci

Il mondo del salto con gli sci è stato recentemente scosso da uno scandalo senza precedenti. Dopo anni di polemiche sulle divise modificate illegalmente, ora emergono voci inquietanti su metodi ancora più estremi che alcuni atleti potrebbero utilizzare per guadagnare vantaggi competitivi. Voci secondo cui alcuni atleti potrebbero ricorrere a iniezioni di acido ialuronico nel pene per ottenere vantaggi aerodinamici. Il ragionamento teorico sarebbe questo: un volume maggiore nella parte inferiore del corpo richiederebbe tute più ampie, che a loro volta fornirebbero più spinta durante il salto.

È importante sottolineare che queste rimangono speculazioni non confermate. Non esistono prove concrete di atleti che abbiano usato questo metodo. Anni fa, prima che i controlli diventassero così stringenti, si parlava dell’uso di protesi in silicone per lo stesso scopo, ma anche questo non è mai stato definitivamente provato. Quello che è stato, invece, verificato è uno scandalo relativo alle tute.

A marzo 2025, durante i Campionati Mondiali di Trondheim in Norvegia, è esploso uno scandalo che ha travolto la squadra di casa. Video ripresi con smartphone hanno mostrato membri dello staff tecnico norvegese modificare le tute degli atleti tra una serie di salti e l’altra, aggiungendo fili rinforzati e materiali rigidi nella zona delle gambe per migliorare l’aerodinamica.

Il direttore sportivo norvegese Jan-Erik Aalbu ha ammesso pubblicamente: “Abbiamo imbrogliato, è una cosa che non possiamo accettare”, spiegando che lo staff aveva inserito i rinforzi sapendo di violare le regole ma sperando che nessuno se ne accorgesse. Gli atleti Marius Lindvik e Johann André Forfang sono stati squalificati, perdendo rispettivamente l’argento e il quinto posto.

Lo scandalo di Trondheim ha avuto ripercussioni devastanti per la Norvegia. Il saltatore tedesco Karl Geiger ha dichiarato che “i norvegesi hanno sfruttato le regole per il proprio tornaconto e hanno cercato di aggirare l’intero sistema”, chiedendo sanzioni severe. La FIS ha avviato un’indagine che potrebbe durare mesi, mentre allenatori e atleti coinvolti sono stati sospesi.

Nelle gare successive a Planica, i controlli si sono intensificati ulteriormente, portando a nuove squalifiche per irregolarità delle tute, incluso un altro atleta norvegese.

salto con gli sci
salto con gli sci

La Federazione Internazionale Sci (FIS) stabilisce regole rigorosissime sulle divise da gara. Le tute devono mantenere una distanza dal corpo tra due e quattro centimetri in punti specifici, senza eccezioni. Questo perché studi aerodinamici dimostrano che tute troppo larghe offrono maggiore superficie di spinta durante il volo, permettendo salti più lunghi. È per questo motivo che anche piccole modifiche possono fare la differenza tra una medaglia e l’eliminazione.

Gli attuali sistemi di verifica della FIS includono scanner sofisticati e microchip identificativi nelle tute per prevenire sostituzioni illecite. Tuttavia, questi controlli tecnologici si concentrano sull’abbigliamento e sui materiali, non sul corpo degli atleti. In teoria, qualcuno potrebbe indossare legittimamente tute più ampie per “motivi fisici” senza che i controlli rilevino irregolarità, ottenendo vantaggi competitivi fraudolenti.

L’acido ialuronico è una sostanza utilizzata in medicina estetica per aumentare temporaneamente il volume di diverse parti del corpo. Gli effetti durano generalmente tra i 12 e i 18 mesi prima che l’organismo lo riassorba naturalmente.

Quello che sta emergendo nel salto con gli sci rappresenta una forma di “doping tecnologico” che sfida i metodi tradizionali di controllo antidoping. Non si tratta più solo di sostanze chimiche o farmaci, ma di modifiche all’equipaggiamento e potenzialmente al corpo stesso per ottenere vantaggi competitivi illeciti.

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