Diventare e restare numero uno del mondo richiede attenzione maniacale ai dettagli. Jannik Sinner lo sa bene e, dopo aver archiviato il trionfo a Montecarlo e essersi preparato per Madrid dove, a partire dal prossimo 24 aprile, cercherà il quinto Masters 1000 consecutivo, il campione altoatesino e il suo staff stanno lavorando su un aspetto cruciale: eliminare quei cali di energia che occasionalmente hanno rappresentato un’ombra nelle sue prestazioni.
Le situazioni in cui il corpo diventa il primo vero rivale sono note: il ritiro a Shanghai lo scorso ottobre, le difficoltà nel caldo di Melbourne contro Spizzirri agli Australian Open 2026 e il momento critico a Montecarlo contro Machac. Coach Simone Vagnozzi ha preferito minimizzare pubblicamente, affermando che ci sono giorni con alti e bassi per tutti gli atleti, ma dietro le quinte è stata avviata un’indagine più approfondita.
Per affrontare questa zona d’ombra, Sinner ha bussato alla porta di Joseph Cannillo, italo-americano di 66 anni considerato il leader degli integratori nel mondo del tennis. Nato negli Stati Uniti ma residente in Italia da quasi quarant’anni, con genitori italiani e un laboratorio a Bari, Cannillo non è un dietologo tradizionale ma uno specialista dell’integrazione che adotta un approccio olistico: postura, meccanica del corpo e biochimica vengono analizzate insieme per curare le cause profonde dei problemi.

Il contatto tra Cannillo e Sinner è avvenuto grazie alla mediazione di Marco Panichi, preparatore atletico dell’azzurro dal settembre 2024 al giugno 2025, dopo anni al seguito di Novak Djokovic. Ed è proprio con il campione serbo che Cannillo ha costruito il suo prestigio, diventandone collaboratore stretto e direttore scientifico dell’azienda fondata dal tennista balcanico.
La consulenza con Sinner ha riguardato un miglioramento mirato a livello energetico attraverso una combinazione tra le evidenze dell’approccio chiropratico e un’integrazione personalizzata. Il lavoro è partito dall’analisi del DNA del numero uno del mondo, uno studio in profondità per creare prodotti su misura che possono assumere diverse forme: capsule, compresse, liquidi o polvere.
Cannillo sta sviluppando integratori specifici come quello al magnesio di ultimissima generazione, ma il campo d’azione è più ampio: idratazione durante le partite tramite nanotecnologie per garantire più energia nei momenti cruciali. Con Djokovic, l’esperto ha analizzato non solo vitamine, minerali e aminoacidi, ma soprattutto il quando e il quanto: la dose giusta nel momento biologico esatto, un concetto che definisce cronobiologia.
Durante il percorso con il campione serbo, Cannillo ha scoperto che molti tennisti mangiano male. Djokovic si è presentato con una dieta rigida a base vegetale e senza glutine, con molte ore di digiuno tra cena e colazione, ma grazie al lavoro congiunto ha apportato ulteriori correzioni. Il risultato è un dialogo continuo senza punto di arrivo, in costante evoluzione.
Anche Sinner, seguendo le orme del suo grande rivale, ha sperimentato per un periodo una dieta senza glutine. L’azzurro ci ha abituati a non lasciare nulla al caso: la vittoria a Montecarlo, il suo primo titolo importante sulla terra rossa, è arrivata anche grazie al lavoro svolto durante la pre-season su ogni minimo dettaglio, compresi quelli alimentari e di integrazione.
