Flora Tabanelli a soli 18 anni, l’atleta emiliana ha conquistato una straordinaria medaglia di bronzo nello sci freestyle, specialità Big Air, siglando la prima storica affermazione azzurra in questa disciplina ai Giochi Olimpici. Un risultato che assume i contorni dell’impresa, considerando che la sciatrice è reduce da un gravissimo incidente fisico che ne aveva messo in dubbio la partecipazione stessa (destino condiviso con super Federica Brignone vincitrice di un doppio oro da leggenda).
La strada verso il podio di Livigno è iniziata con una sfida contro il tempo durata 102 giorni. Il 6 novembre scorso, durante un allenamento in Austria, Flora Tabanelli ha riportato la lesione del legamento crociato del ginocchio destro (stesso infortunio di Lindsey Vonn). Invece di rassegnarsi all’intervento chirurgico, che avrebbe sancito la fine della stagione, l’atleta ha optato per una terapia conservativa presso il J-Medical di Torino.
Attraverso un intenso programma di potenziamento muscolare e l’utilizzo di un tutore in carbonio, la Tabanelli è riuscita a tornare sugli sci solo a metà gennaio. Per preservare l’integrità del ginocchio, lo staff azzurro ha deciso di rinunciare alla gara di Slopestyle, concentrando ogni energia sul Big Air, specialità di cui Flora era già detentrice della Coppa del Mondo 2025.
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La gara olimpica è stata caratterizzata da condizioni meteorologiche avverse, con una violenta tormenta di neve che ha costretto gli organizzatori a posticipare l’inizio delle rotazioni. Nonostante la pressione e l’altissimo livello delle avversarie, l’azzurra ha mantenuto una concentrazione ferrea.
Il momento decisivo è arrivato con l’ultimo salto: un’acrobazia tentata raramente in allenamento che le è valsa 94,25 punti, il punteggio più alto dell’intera finale. Con un totale complessivo di 178,25, Flora si è garantita il terzo gradino del podio, superando di gran lunga i 161,5 punti ottenuti durante le fasi di qualificazione.
Nata a Bologna il 20 novembre 2007, Flora Tabanelli rappresenta il ritorno della città felsinea sul podio olimpico invernale a distanza di 32 anni dai successi di Alberto Tomba. La sua crescita sportiva è legata indissolubilmente all’Appennino e al comprensorio del Corno alle Scale, dove ha iniziato a sciare a soli due anni. La sua famiglia gestisce il Rifugio Duca degli Abruzzi, un contesto che le ha permesso di sviluppare un legame viscerale con la montagna.
Il percorso agonistico di Flora è stato influenzato dal fratello maggiore Miro, anche lui freestyler di alto livello e suo principale punto di riferimento. Insieme hanno condiviso un’educazione peculiare, crescendo lontano da televisione e smartphone, coltivando passioni diverse come il pianoforte, l’uncinetto e la cucina internazionale.



