Rob Kenney ha 55 anni, vive a Kent nello stato di Washington, e nella primavera del 2020 ha dato vita a un fenomeno che ha commosso e aiutato milioni di persone in tutto il mondo. Il suo canale YouTube Dad, how do I?, ossia, Papà, come si fa?, conta oggi oltre 5 milioni di iscritti e ha superato i 25 milioni di visualizzazioni, diventando un punto di riferimento per chiunque sia cresciuto senza una figura paterna a cui rivolgersi per le piccole e grandi sfide quotidiane.
La storia di Rob parte da una ferita profonda. Quando aveva 14 anni, suo padre lo abbandonò, lasciandolo a crescere senza quella guida che molti danno per scontata. Da quel momento, Rob ha promesso che non avrebbe mai fatto lo stesso con la propria famiglia. Oggi è padre di due figli, Kristine di 27 anni e Kyle di 25, con i quali ha costruito un rapporto solido e presente. Ed è proprio questa esperienza di assenza trasformata in presenza che lo ha spinto a creare qualcosa di unico.
L’idea del canale era nata nella mente di Rob qualche anno prima, ma è stata sua figlia Kristine a spingerlo concretamente a realizzarla. Durante il lockdown del 2020, quando le scuse per rimandare erano finite, Rob ha iniziato a girare video con lo smartphone dalla sua casa. Il primo contenuto che ha caricato insegnava cose semplici ma fondamentali: come fare un nodo alla cravatta, come cambiare una gomma dell’auto, come riparare un water che perde, come usare un cercamontanti.
Kristine ha condiviso il canale del padre in un gruppo online chiamato Scrubbers, legato al podcast Scrubbing In. La risposta è stata immediata e travolgente. Il canale è stato poi ripreso su Reddit, dove qualcuno ha raccontato la storia di Rob, e da lì il fenomeno è esploso su tutte le piattaforme social. Un tweet che raccontava la sua missione è diventato il dodicesimo più apprezzato nella storia di Twitter, con centinaia di migliaia di interazioni.
Rob lavora come Account Manager, ma ha imparato le competenze pratiche da solo e grazie all’aiuto di suo fratello. Non è un professionista ed è proprio questo uno dei motivi del suo successo: i suoi video sono girati in modo semplice, diretto, senza pretese. Parla con calma, spiega ogni passaggio, non dà nulla per scontato. È come avere davvero un padre accanto che ti mostra come si fa, con pazienza e senza giudicare.
Ogni settimana pubblica nuovi contenuti: un video il giovedì con tutorial pratici e uno il martedì dedicato agli strumenti, che ha chiamato Tool Tuesday. Ma i suoi piani vanno oltre la semplice riparazione domestica. Come ha dichiarato in un’intervista, vorrebbe includere anche consigli su come affrontare la vita adulta, perché essere un genitore significa molto più che saper aggiustare le cose in casa.
Le testimonianze che riceve ogni giorno sono sia strazianti che fonte di gioia. Molti dei suoi iscritti gli scrivono per raccontare di padri perduti, assenti o mai conosciuti. Altri lo ringraziano semplicemente per averli aiutati a sentirsi meno soli. Rob ha raccontato di essere stato sopraffatto dalle storie di dolore e sofferenza, ma anche profondamente toccato dai messaggi di incoraggiamento e gratitudine.
Il successo del canale è stato tale che Rob non esclude di trasformare Dad, how do I? in un’attività a tempo pieno o parziale, a seconda delle opportunità che si presenteranno. Nel frattempo continua a mantenere il suo lavoro regolare, ma dedica tempo ed energia a questa nuova missione che sente profondamente sua.
E come ogni buon padre, Rob non si prende troppo sul serio: ama anche i giochi di parole e le battute da papà. La sua preferita? Perché i cannibali non mangiano i clown? Perché sanno di divertente. Un tocco leggero che rende ancora più autentico il suo approccio, fatto di competenza, umanità e una buona dose di calore familiare.



