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Home » Web » Cos’è la Sextortion, il ricatto online che colpisce migliaia di persone (e adolescenti) ogni anno

Cos’è la Sextortion, il ricatto online che colpisce migliaia di persone (e adolescenti) ogni anno

Il ricatto intimo online cresce del 192% in un anno. Cosa devono sapere gli adolescenti per proteggersi dalla sextortion e come reagire se capita.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino14 Gennaio 2026
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Persona mascherata davanti al PC
Persona mascherata davanti al PC

La sextortion è una forma di ricatto digitale che si sta diffondendo in modo preoccupante. Il termine nasce dall’unione delle parole inglesi “sex” ed “extortion” (estorsione), e descrive un fenomeno che colpisce sia adulti che adolescenti attraverso internet.

I criminali ottengono foto o video intimi di una persona e poi minacciano di diffonderli pubblicamente, contattando amici e familiari della vittima. L’obiettivo? Ottenere denaro o ulteriori contenuti sessuali. La vittima si trova intrappolata dalla paura che quelle immagini possano diventare pubbliche.

Secondo il National Center For Missing And Exploited Children, nel 2024 sono state ricevute circa 546.000 segnalazioni di sextortion a scopo di estorsione economica, con un aumento del 192% rispetto al 2023. Parliamo di quasi 100 casi al giorno, solo negli Stati Uniti.

Una ricerca recente rivela che un adolescente su cinque ha subito sextortion, mentre uno studio internazionale condotto su oltre 16.000 persone in 10 paesi ha rilevato che il 14,5% degli intervistati ha subito questo tipo di ricatto.

In una storia di oggi, la giornalista Selvaggia Lucarelli ha raccontato un caso di sextortion avvenuto a un ragazzo di sua conoscenza, adescato da una presunta ragazza che, in realtà, sarebbe stato un uomo “coperto” dall’intelligenza artificiale.

“Avvisate i vostri amici, fratelli, figli, che fare sesso virtuale con sconosciuti in questo momento può costare molto caro. Metteteli in guardia, perché non succede quasi mai che questi video vengano diffusi ma sono eventi spaventosi e traumatici“.

 

Persona con volto oscurato
Persona con volto oscurato

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le vittime sono prevalentemente ragazzi maschi tra i 14 e i 17 anni. Negli ultimi anni si è registrato un netto cambiamento: se inizialmente le vittime erano soprattutto ragazze, ora i ragazzi rappresentano la maggioranza dei casi, specialmente per la sextortion a scopo economico.

Il fenomeno non risparmia nessuna fascia d’età: le vittime sotto i 40 anni rappresentano quasi il 60% dei casi, mentre quelle sopra i 40 anni costituiscono il 40%, sfatando il mito che colpisca solo i più giovani.

I criminali hanno sviluppato strategie precise. Secondo la Polizia postale italiana, tutto inizia sui social network: qualcuno si finge un coetaneo gentile e simpatico, fa complimenti, costruisce fiducia. Poi chiede di condividere “per gioco” foto intime. Una volta ottenute le immagini, scatta la trappola: arriva la richiesta di denaro con la minaccia di inviare tutto a contatti, amici e parenti.

I ricattatori operano spesso dall’estero, principalmente da Nigeria e Costa d’Avorio, ma anche da paesi del Sud-est asiatico. Chiedono pagamenti tramite bonifici, carte regalo o criptovalute per rendersi difficilmente rintracciabili.

Le vittime si sentono in trappola, provano vergogna e spesso non sanno a chi rivolgersi. Molti ragazzi, per paura del giudizio, preferiscono non parlarne con nessuno e cedono alle richieste, ma questo non fa che peggiorare le cose.

L’impatto psicologico è devastante. Tra ottobre 2021 e marzo 2023, FBI e Homeland Security hanno ricevuto oltre 13.000 segnalazioni di sextortion ai danni di minori, che hanno coinvolto almeno 12.600 vittime e hanno portato ad almeno 20 suicidi. Numeri che fanno capire quanto sia seria la situazione. Solo in Liguria, secondo il bilancio 2025 della Polizia Postale, sono stati registrati 21 casi di sextortion (18 uomini e 3 minori), a conferma che il fenomeno colpisce tutto il territorio nazionale con numeri significativi anche a livello regionale.

La Polizia postale italiana ha diffuso quattro regole fondamentali per affrontare questa minaccia.

  • Non pagare mai. I criminali non si fermano dopo il primo pagamento: continueranno a chiedere soldi con richieste sempre più insistenti. Cedere al ricatto non risolve il problema, lo aggrava.
  • Non vergognarsi. Siamo di fronte a professionisti del crimine che conoscono perfettamente le fragilità degli adolescenti. Condividere immagini intime non è un reato, mentre il ricatto sì.
  • Conservare tutto. Non cancellare le conversazioni, non chiudere i profili social. Fare screenshot dei messaggi, delle minacce e del profilo del ricattatore: questo materiale sarà essenziale per le indagini delle autorità.
  • Denunciare subito. Contattare immediatamente la Polizia postale o fare una segnalazione sul portale commissariatodips.it. Da soli è molto più difficile uscirne. Una denuncia tempestiva può fermare i criminali e proteggere altre potenziali vittime.

La sextortion esiste da decenni (il termine compare per la prima volta nei giornali californiani nel 1950), ma è con l’avvento dei social network e del sexting che è esplosa. Nel 2009 sono nati i primi programmi di sensibilizzazione, ma il fenomeno continua a crescere. La chiave per combattere la sextortion è la consapevolezza. Parlarne apertamente, conoscere i rischi e sapere che c’è sempre una via d’uscita sono i primi passi per proteggersi da questa forma di violenza digitale.

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