Cambiereste mai la maglia della nazionale italiana con quella di un’altra nazionale solo perché gli azzurri non si sono qualificati ai mondiali di calcio? Non è lo spot di un detersivo, ma la domanda che si sono posti molti sostenitori italiani che vivono in Canada che nelle scorse ore sono diventati, loro malgrado, protagonisti di un video virale e di una polemica diplomatica altrettanto veemente. La federazione calcistica canadese, infatti, aveva lanciato sui social un’iniziativa che ha fatto rapidamente il giro del web. Il messaggio era chiaro e diretto: “Non aspettare altri quattro anni. Cambia la tua maglia e scegli il Canada“. Il post pubblicato dagli account ufficiali dei Canucks faceva riferimento a un’opportunità concreta offerta ai tifosi italiani residenti a Toronto. Sarebbe bastato recarsi al Cafe Diplomatico di Toronto, per scambiare la propria maglia azzurra con quella biancorossa del Canada. Risultato? Una lunga fila.
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Il post ha attirato inevitabili critiche da parte degli utenti italiani, molti dei quali hanno interpretato l’iniziativa come una mancanza di rispetto verso una nazione con una tradizione calcistica ricca di successi. I commenti si sono moltiplicati, dividendo l’opinione pubblica tra chi considerava la provocazione di cattivo gusto e chi invece la vedeva come un’innocua operazione di marketing.
Di fronte all’ondata di polemiche, la federazione canadese ha sentito il bisogno di pubblicare un secondo messaggio per stemperare gli animi. Nel comunicato di chiarimento si leggeva: “Amiamo la nostra comunità italo-canadese. Molti italo-canadesi, da costa a costa, hanno contribuito a plasmare il calcio canadese e vogliamo che sappiano che la nostra squadra è pronta a rappresentare loro e tutti i canadesi sul palcoscenico mondiale“. Ma la frittata era già fatta.
Eppure, provocazione o meno, tante persone sono andate a fare cambio maglia, forse spinte dalla delusione. La sorpresa finale ha però ribaltato la narrativa iniziale: la federazione canadese ha deciso di regalare i kit completi della nazionale, del valore di circa 130 dollari canadesi, senza richiedere in cambio alcuna maglia italiana.
Un gesto che ha trasformato quella che sembrava una provocazione in un’operazione promozionale generosa, capace di generare visibilità mediatica e conquistare nuovi sostenitori. Per i tifosi azzurri resta comunque il sapore amaro di un’esclusione mondiale che continua a pesare, trasformando ogni riferimento alla competizione in un reminder doloroso di un’opportunità mancata (e quanto ancora ne sentiremo parlare). Il Canada, dal canto suo, si prepara al torneo forte anche di questa attenzione mediatica inaspettata. Con una certezza sportiva: dovranno sudare parecchio per andare avanti nella manifestazione visto che la loro tradizione calcistica non è a livelli eccelsi.



