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Il post ha spaccato il web. Migliaia di commenti, reazioni di celebrity, tra cui Megan Fox, visibilmente scossa, e un numero crescente di utenti convinti che il discorso in francese (lingua non madre di Carrey) e il cambio di aspetto fisico fossero la prova di qualcosa di orchestrato. C’è chi ha persino riesumato una vecchia intervista al Late Night with David Letterman, in cui l’attore aveva raccontato di aver usato in passato sosia per depistare i paparazzi. Altri hanno messo in dubbio persino l’autenticità delle immagini della maschera pubblicate da Stone, definendole “generate al 100% dall’intelligenza artificiale.”
La smentita non si è fatta attendere. Marleah Leslie, pubblicista storica di Carrey, ha dichiarato in modo inequivocabile, alla CNN, al Daily Mail e a TODAY.com, che l’attore “ha partecipato ai César Awards, dove ha accettato il suo César Onorario.” Nessuna ambiguità, nessuna apertura a interpretazioni alternative.
Gregory Caulier, delegato generale dei César Awards, ha rilasciato a Variety una dichiarazione precisa: la presenza di Carrey era pianificata dall’estate precedente, frutto di otto mesi di trattative. L’attore aveva lavorato per mesi sul discorso in francese, chiedendo a Caulier la pronuncia esatta di alcune parole. Alla cerimonia era accompagnato dalla compagna, dalla figlia, dal nipote, da dodici amici di lunga data, dalla pubblicista e dal regista Michel Gondry, suo storico collaboratore in Se mi lasci ti cancello.
Caulier ha definito l’intera vicenda “una non-questione”, descrivendo la partecipazione di Carrey come “un momento storico” per i César. Il discorso in francese, durante il quale l’attore ha ricostruito le radici della sua famiglia fino a un antenato di nome Marc-François Carré, nato a Saint-Malo circa trecento anni fa prima di emigrare in Canada, ha commosso il pubblico, portando in piedi l’élite del cinema francese. Carrey ha anche reso omaggio al padre Percy, che ha definito “l’uomo più divertente che abbia mai conosciuto.”
Il cambiamento fisico dell’attore, 64 anni, è del tutto compatibile con l’invecchiamento naturale e con l’eventuale ricorso a procedure estetiche.
Il caso Alexis Stone resta, invece, in un limbo più sfumato. Nessuna smentita diretta è arrivata dall’artista, né una spiegazione esplicita del contenuto pubblicato. A differenza delle sue precedenti trasformazioni, non è stato condiviso alcun video del processo, una lacuna insolita per chi abitualmente documenta ogni fase delle proprie performance. Se si è trattato di una provocazione artistica a freddo, di un tentativo di cavalcare la viralità del momento o di un gioco di ambiguità volutamente costruito, per ora non è dato saperlo.
Quel che rimane, al termine di questa settimana di voci e smentite incrociate, è una certezza confermata da più fonti ufficiali: sul palco dei César 2026 c’era davvero Jim Carrey. Il resto appartiene a quel territorio sempre più affollato che separa la performance digitale dalla realtà — e che, evidentemente, il web fatica ancora a navigare senza perdersi.



