Non aveva idea Pedro Elias Garzon Delvaux che una foto che lo ritraeva davanti al Louvre era diventata virale con milioni di visualizzazioni. La sua prima reazione non è stata quella di correre sui social a rivelare la propria identità. Troppo facile. Il quindicenne (sic.) di Rambouillet, cittadina a 30 chilometri da Parigi, ha deciso di fare esattamente l’opposto: lasciare che il mistero crescesse.
Fan di Sherlock Holmes e Hercule Poirot, Pedro vive con i genitori e il nonno e ha un approccio insolito alla fama improvvisa. “Non volevo dire immediatamente che ero io. Volevo che il mistero durasse“. Una scelta che si è rivelata vincente, trasformando una semplice fotografia di cronaca in un fenomeno globale.
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L’immagine che lo ha reso celebre doveva documentare una scena del crimine. Tre agenti di polizia appoggiati a un’auto argentata bloccano l’ingresso del Louvre, ore dopo che alcuni ladri avevano compiuto un furto in pieno giorno dei gioielli della corona francese. A destra, lui, con la sua perfetta aria da noir (francese).
Internet ha fatto il resto. Gli utenti hanno soprannominato il ragazzo “fedora man” e hanno iniziato a speculare sulla sua identità.
La storia reale è però semplice. Pedro, sua madre e suo nonno erano andati a visitare il Louvre quella domenica., ma era chiuso. “Non sapevamo che ci fosse stata una rapina”. Hanno chiesto agli agenti perché i cancelli fossero sbarrati. Pochi secondi dopo, Thibault Camus, fotografo dell’Associated Press che stava documentando il cordone di sicurezza, ha immortalato Pedro mentre passava.
Poi sua madre lo ha chiamato per dirgli che era sul New York Times. “Non è una cosa che capita tutti i giorni“, ha commentato con understatement britannico. Cugini in Colombia, amici in Austria, conoscenti di famiglia e compagni di classe hanno iniziato a inviargli screenshot e chiamate. “La gente diceva: sei diventato una star. Ero stupito che con una sola foto si possa diventare virali in pochi giorni“.
Il look che ha colpito decine di milioni di persone non è un costume preparato per una gita al museo. Pedro ha iniziato a vestirsi in questo modo meno di un anno fa, ispirato dalla storia del ventesimo secolo e dalle immagini in bianco e nero di statisti in giacca e cravatta e detective di finzione. “Mi piace essere chic, vado anche a scuola vestito così“. E il cappello? No, quello segue un rituale a parte. Il fedora è riservato ai fine settimana, alle vacanze e alle visite ai musei.



