Il jackfruit, noto anche come giaca o giaco, è un frutto tropicale originario del sud-est asiatico che negli ultimi anni, ha conquistato una crescente popolarità, soprattutto tra i vegani e vegetariani. Il motivo? Quando è acerbo e cotto, la sua consistenza fibrosa ricorda sorprendentemente quella della carne sfilacciata, rendendolo un’alternativa vegetale molto apprezzata per ricette come pulled pork, tacos e burger. Ma come riconoscerlo?
Il jackfruit è uno dei frutti più grandi al mondo. Questo, infatti, può raggiungere anche i 30 kg di peso e i 90 cm di lunghezza. Ha una buccia verde o giallastra ricoperta di punte e una polpa gialla interna, suddivisa in tanti bulbi carnosi attorno a grandi semi. Il suo maggior pregio, poi, è la versatilità. Questo, infatti, può essere consumato acerbo o maturo, crudo o cotto.

Dal punto di vista nutrizionale, poi, è ricco di fibre, vitamina C, potassio e antiossidanti. È anche privo di colesterolo e grassi saturi. Tuttavia, va ricordato che non è una fonte proteica completa come la carne, e andrebbe inserito in una dieta equilibrata.
La vera magia del jackfruit , comunque, si manifesta quando viene cucinato acerbo. In questa fase, infatti, ha un gusto neutro e una consistenza che imita quella della carne sfilacciata. Ciò lo rende perfetto per preparazioni salate come:
- pulled jackfruit, simile al pulled pork, ma 100% vegetale;
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tacos e burritos con spezie messicane;
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panini e burger con salsa BBQ;
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curry e stufati asiatici.
Viste le sue caratteristiche principali, dunque, dove e come reperirlo per poterlo inserire nelle proprie abitudini alimentari? In Italia è difficile trovare questi frutto nella sua versione fresca, ma è sempre più comune reperirlo in scatola o sottovuoto, soprattutto nei negozi bio, nei supermercati ben forniti o nei negozi asiatici. Quando lo si acquista in scatola, però, è bene assicurarsi che sia “young”, ossia acerbo, e al naturale, senza sciroppo.



