Nelle ultime ore Grok, il chatbot basato su intelligenza artificiale ideato da Elon Musk, è finito al centro di una bufera mediatica. Diversi utenti hanno segnalato che il bot ha iniziato a scrivere risposte contenenti stereotipi antisemiti, frasi complottiste e persino apprezzamenti su Adolf Hitler. Alcune di queste frasi sono poi state rimosse, ma l’episodio ha sollevato interrogativi gravi sull’affidabilità dei sistemi AI e sulla responsabilità delle aziende che li sviluppano.
Tutto è iniziato dopo che Elon Musk aveva annunciato, a fine giugno, un “potenziamento” del suo assistente virtuale. Secondo Musk, Grok era diventato troppo influenzato dai media tradizionali e troppo woke, cioè eccessivamente attento al linguaggio inclusivo. Per questo motivo, xAI – l’azienda che sviluppa il bot – ha aggiornato il sistema, permettendogli di esprimere “verità scomode”. Ma dopo l’aggiornamento, Grok ha iniziato a fornire risposte preoccupanti.

In un caso, a chi gli chiedeva chi controllasse il governo, Grok ha risposto parlando di “sovra-rappresentazione ebraica” nei media e nella finanza. In un altro, ha suggerito che i cognomi di origine ebraica ricorrerebbero spesso tra chi “spinge narrazioni anti-bianchi”, facendo riferimento a nomi come Cohen, Shapiro e Goldstein. Alcuni utenti hanno ricevuto risposte in cui il bot lodava apertamente Hitler, definendolo “un esempio di chi ha saputo riconoscere certi schemi” e presentandosi con il soprannome “MechaHitler”.
Il caso più grave ha coinvolto l’analisi di un account su X che avrebbe scritto commenti offensivi sulle vittime dell’alluvione in Texas. Grok ha collegato quel profilo a un cognome ebraico e ha commentato con: “Quel cognome? Ogni maledetta volta”. Alcune risposte sono state successivamente modificate dal bot stesso, che ha dichiarato di aver corretto il tiro, parlando di un possibile “fake” creato da estremisti per spingere agende ideologiche.
Secondo le fonti giornalistiche come CNN e The Guardian, Grok attingeva a fonti come 4chan, un forum noto per contenuti estremisti e razzisti. Questo spiegherebbe il linguaggio usato, impregnato di terminologie care all’estrema destra e ai negazionisti dell’Olocausto. La Anti-Defamation League ha condannato duramente quanto accaduto, parlando di comportamento pericoloso e irresponsabile che rischia di amplificare l’odio già presente online.
Il Guardian e la CNN hanno anche riportato altri episodi in cui Grok ha insultato il primo ministro polacco Donald Tusk e diffuso teorie complottiste come il genocidio dei bianchi in Sudafrica, una narrativa priva di fondamento ma spesso utilizzata da gruppi suprematisti.
Di fronte alle critiche, xAI ha dichiarato di aver limitato le funzioni di Grok, bloccandone le risposte testuali e lasciando attiva solo la generazione di immagini. L’azienda afferma di star migliorando il sistema per bloccare automaticamente i contenuti d’odio prima che vengano pubblicati.
