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Home » Attualità » Federica Corsini rompe il silenzio sull’affaire Boccia-Sangiuliano e attacca: “L’audio di Report? Umiliante”

Federica Corsini rompe il silenzio sull’affaire Boccia-Sangiuliano e attacca: “L’audio di Report? Umiliante”

Per la prima volta dall'esplosione dello scandalo che ha portato alle dimissioni dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, la moglie Federica Corsini ha deciso di parlare.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino27 Ottobre 2025
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Federica Corsini e Gennaro Sangiuliano
Federica Corsini e Gennaro Sangiuliano (fonte: YouTube)

Lo scorso dicembre 2024, la trasmissione televisiva Report ha mandato in onda una registrazione audio privata. Si trattava di una telefonata tra Gennaro Sangiuliano e sua moglie Federica Corsini, giornalista del Tg2. Nella conversazione, registrata a insaputa di entrambi, l’ex ministro confessava alla moglie la relazione avuta con Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice al centro dello scandalo che lo ha travolto in estate, ora candidata alle regionali in Campania proprio come Sangiuliano (ovviamente, su fronti opposti).

L’Autorità Garante per la Privacy ha inflitto alla Rai una sanzione di 150mila euro per aver violato le norme europee e italiane sulla privacy e le regole deontologiche del giornalismo. La decisione è arrivata a ottobre 2025, dopo un procedimento iniziato a dicembre 2024. In un’intervista al Corriere della Sera, Federica Corsini ha spiegato di voler “ristabilire la verità dei fatti” dopo mesi di silenzio mantenuto “nel rispetto delle istituzioni” e del suo “stile di vita fondato sulla discrezione”. Il suo intervento pubblico arriva mentre alcuni sostengono che la decisione del Garante sarebbe stata influenzata dalla politica.

 

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La giornalista respinge fermamente questa ipotesi, definendola “del tutto priva di fondamento” e “un nuovo, inaccettabile attacco” alla sua persona. Secondo Corsini, l’Autorità non aveva altra scelta di fronte a fatti documentati e inequivocabili.

Il punto centrale della vicenda riguarda come quell’audio è stato ottenuto. Secondo Corsini, il file è stato “illecitamente acquisito da una persona oggi imputata“, con lei indicata come parte offesa, e la Procura di Roma nelle sue conclusioni ha ricostruito le modalità con cui il materiale è stato ottenuto e poi diffuso.

La giornalista sottolinea che l’8 dicembre 2024, proprio il giorno della trasmissione, i suoi avvocati avevano inviato una diffida a Report. Ma non per impedire di dare la notizia dello scandalo – precisa Corsini – bensì per evitare la diffusione dell’audio stesso.

“Veder diffusa la mia voce, le mie reazioni e il mio privatissimo stato emotivo è umiliante“, ha dichiarato Corsini. Secondo la giornalista, l’audio non aggiungeva nulla alla notizia: Report avrebbe potuto raccontare tutto senza mandarlo in onda, risparmiandole un’ulteriore sofferenza dopo mesi sotto i riflettori.

Corsini spiega che un altro giornalista, a cui l’audio era stato proposto, lo aveva rifiutato. Report invece ha scelto di accettarlo e diffonderlo, pur conoscendone – secondo la Procura – la provenienza illecita. Corsini definisce “fuorviante” l’idea che il Garante della Privacy sia stato mosso da influenze esterne o valutazioni politiche, sostenendo che le sue decisioni si fondano su fatti oggettivi ribaditi anche dalla Procura di Roma. “Contestare la correttezza del provvedimento significherebbe mettere in dubbio anche la terzietà della Procura“, afferma la giornalista.

Facciamo un passo indietro. Lo scandalo che ha coinvolto Sangiuliano è esploso nell’estate del 2024, quando è emersa la sua relazione con Maria Rosaria Boccia e i viaggi di lavoro che l’imprenditrice avrebbe fatto al seguito del ministro. Sangiuliano si è dimesso a settembre 2024. Boccia è ancora sotto processo per alcune accuse, mentre le indagini che riguardavano l’ex ministro sono state archiviate.

Il conduttore Sigfrido Ranucci ha difeso la scelta della trasmissione, sostenendo che l’audio “non aveva nulla di privato” e che serviva a ricostruire i fatti attraverso le parole dei protagonisti. Ha anche dichiarato di aver parlato con Sangiuliano, “a cui lo lega un rapporto di amicizia“, e che l’ex ministro non gli avrebbe mai posto il problema.

Ranucci ha ammesso che “si poteva discutere sulla sensibilità di mandare in onda la voce della signora Corsini“, ma ha difeso il valore informativo del contenuto.

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